Il
mozzo è il componente che fa da fulcro alla ruota, ne permette
la rotazione e tiene fermi i raggi. Nel mercato esistono diversi
tipi di mozzi, differenti per dimensionamenti e tipologie, caratteristiche
che, di fatto, influenzano il comportamento della ruota.
Com'è fatto
il mozzo
La struttura base del mozzo è composta dalle flange,
le parti dove vengono inseriti i raggi, e il corpo centrale.
I materiali utilizzati vanno dall'alluminio alla fibra di carbonio,
qeusti almeno per le parti esterne. I movimenti interni possono
essere in titanio o acciaio a seconda anche di quanto è
pregiato il pezzo.
La misura
Se sentite parlare di misura del mozzo il riferimento è
alla larghezza della battuta sul telaio. Questa dimensione varia
tra ruota anteriore e posteriore (100 millimetri la prima, 130
la seconda) ma anche tra i tipi di biciclette. Le mountain bike,
ad esempio hanno, sulla ruota posteriore, una battuta da 135
millimetri.
Le flange
I punti di aggancio dei raggi si differenziano per numero di
fori (a seconda di quanti raggi sarà la ruota) e per
dimensioni. Una flangia di dimensioni comuni presenterà
un diametro di circa 5 centimetri (attenzione a non confondere
questo valore con il diametro ai fori indispensabile per calcolare
la lunghezza esatta dei raggi). Sul mercato tuttavia si può
trovare un po' di tutto. In questi ultimi anni si stanno riscoprendo
i mozzi a flangia larga molto utilizzati fino agli anni settanta.
In effetti sono molto indicati per aumentare la rigidità
della ruota senza necessariamente fargli corrispondere un cerchio
ad alto profilo.
Le flange si possono differenziare pure per il tipo di raggi
che andranno ad accogliere. Sono sempre di più i raggi
a testa dritta e in questo caso le flange diventano un allargamento
del corpo del mozzo per garantire una sufficiente robustezza
al differente tipo di aggancio. È importante poi anche
la distanza tra le due flange. Questa misura dà la campanatura
della ruota, ossia quanto il cono della raggiatura sarà
più o meno alto.
Il corpo centrale
Funge da distanziale tra le due ma subisce anche indirettamente
i colpi trasmessi dai raggi oltre che la torsione impressa dall'azione
del ciclista. Solitamente è un blocco unico con le flange
stesse ma sempre di più viene realizzato in fibra di
carbonio e poi incollato e incastrato alle parti terminali del
mozzo. Sul corpo centrale i mozzi a controconi presentano a
volte un foro adibito all'iniezione del lubrificante evitando
così di dover smontare tutto il mozzo.
L'asse
E' il vero centro del mozzo. Sull'asse si vanno a concentrare
i pesi e gli sforzi sostenuti dal mozzo. L'asse è in
acciaio o in titanio, altri materiali non sono sufficientemente
solidi per le dimensioni che deve avere l'asse. La sua forma
è piuttosto semplice: si tratta di un cilindro vuoto
al centro con le estremità filettate.
Il meccanismo di rotazione
Si basa su un sistema a sfere, indipendentemente che queste
siano imprigionate in cuscinetti o in un sistema di coni e controconi.
- I cuscinetti sono
il sistema più recente. Essendo sigillati e già
ottimizzati nelle dimensioni e nei montaggi assicurano precisione
e non richiedono alcuna manutenzione. I cuscinetti sono infilati
a pressione sull'asse e nel corpo del mozo in modo da assicurarne
l'assoluta rigidità.
- Nei mozzi di qualche
tempo fa o nei sistemi meno pregiati è possibile trovare
ancora il sistema a coni. Le sfere, anzichè essere
imbrigliate in un cuscinetto sono tenute tra due piste di
scorrimento avvitate sull'asse del mozzo. Un sistema di dado
e controdado permette di regolare la distanza tra le due piste
in modo da assicurare il perfetto scorrimento delle sfere
senza bloccarle. Questo sistema è stato via via abbandonato
poiché di gran lunga meno pratico rispetto all'utilizzo
dei cuscinetti.
I bloccaggi
Completano il mozzo fissandolo ai forcellini del telaio o della
forcella. I bloccaggi sono costituiti da un asse in acciaio
o in titanio con, da una parte una filettatura su cui si avvita
il cappellotto di chiusura, dall'altra una leva fissata su un
eccentrico che, spinge sul cappellotto opposto andando a compattare
bloccaggio e mozzo sul telaio della bicicletta.
Su biciciclette non da corsa i bloccaggi sono spesso affidati
direttamente a bulloni avvitati direttamente sull'asse. Questo
tipo di bici non si troveranno mai in una competizione a dover
richiedere un cambio ruota veloce.