Sono
quelle che più attirano l'occhio durante gare particolari
e, in alcuni casi, anche in competizioni di gruppo.
Ruote
lenticolari e a disco
Sono chiamate così perché al posto dei raggi vi
è una struttura piena composta da due parti solitamente
in fibra di carbonio o in resina (per i modelli più economici)
con un profilo che richiama quello di una lente. Questa tipologia
di ruote è ideale per le gare a cronometro grazie alla
maggiore resa aerodinamica dovuta all'assenza di vortici creati
dai raggi. Oggi il profilo lenticolare dei primi modelli è
stato praticamente sostituito dalla tipologia a disco.
Niente più forme bombate, ma superfici perfettamente
piatte e parallele.
Il
peso di queste ruote è inevitabilmente maggiore rispetto
a modelli tradizionali di pari livello. La quantità di
materiale impiegato per la realizzazione è superiore
ma l'aggravio di peso è accettato per inotevoli vantaggi
aerodinamici che si ottengono con le ruote lenticolari.
Cosa
dice la legge
Il regolamento dell'Uci specifica chiaramento che le biciclette
utilizzate nelle competizioni non possono avere carenature.
Nel caso delle ruote lenticolari la problematica è stata
aggirata affermando che la struttura della ruota è tutta
portante, come se fosse un raggio unico. Si tratta di una evidente
forzatura del regolamento (le ruote lenticolari di fatto non
vengono montate per la portanza della loro struttura ma proprio
per il vantaggio aerodinamico) ma, di fatto, inconfutabile.
Ruote di questo tipo sono ammesse nelle gare a cronometro e
nelle prove di triathlon anche se, a partire dal gennaio 2000,
non è più possibile avere ruote di diametro differente
sulla stessa bicicletta. In passato sono state tentate anche
altre strade (ruote anteriori con profilo molto bombato per
aprire l'aria al ciclista, dimensioni maggiorate ecc.) ma l'Uci
è intervenuta cercando di contenere le "stranezze"
a favore di biciclette il più possibile simili che mettessero
in evidenza le differenze tra gli atleti più che tra
i diversi mezzi meccanici.
Guidare
con le lenticolari
Una ruota fatta con struttura unica non permette il passaggio
dell'aria al suo interno e, inoltre, non subisce quelle piccole
ma importanti deformazioni che permettono al ciclista una guida
agevole della bicicletta (si veda il dettaglio in questa
pagina).
Utilizzando ruote lenticolari (specialmente nel caso si abbia
anche la ruota anteriore di questa tipologia) si sentirà
la bicicletta molto più dura nell'affrontare le
curve e nell'assorbire le sollecitazioni della strada. Ci vuole
qualche chilometro per abituarsi poiché la prima sensazione
sarà di sentire la bici che "non vuole curvare".
Un altro problema può essere il vento laterale che può
influire parecchio sulla guidabilità della bici. Folate
improvvise possono causare sbandamenti pericolosi specialmente
se è di tipologia lenticolare anche la ruota anteriore
del mezzo.