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3 luglio 2005 - Il Salone dei doppioni

Sembrerà strano parlare di Saloni autunnali con l’estate appena iniziata. Eppure gli operatori del settore sono già proiettati alla prossima stagione. I nuovi prodotti sono stati definiti e si lavora alacremente per approntare i cataloghi.

Qualcosa già si è visto, almeno per quanto riguarda i nomi più importanti. È vero, infatti, che si gioca d’anticipo, ma c’è sempre chi arriva in fiera con il telaio finito di verniciare il giorno prima e montato nella notte.

Ma questo sarà il salone dei doppioni, scommettiamo?

Non si tratta di una novità assoluta, certo, già gli anni passati ci hanno abituati a telai in fibra di carbonio fatti tutti con gli stessi tubi e forme e, per quanto gli sforzi cromatici fossero grandi, la sensazione di duplicità era precisa.

La malinconia, piuttosto, veniva dal sentire ogni telaista decantare le doti del proprio prodotto perfettamente identico a quello dello stand di fronte. E quando le taglie disponibili diventano limitate a 4 o 5 misure neppure l’illusione della su misura può far sperare in qualcosa di artigianale come gli Italiani cercano di definire i loro prodotti.

Anche per manubri, pedivelle e compagnia, d’altra parte, le cose non sono diverse. Ognuno vanta il suo produttore speciale di carbonio che lavora in esclusiva, ma se poi si sa che i produttori di composito si contano sulle dita di una mano i conti non tornano.

Ma neppure questa è una notizia clamorosa. Chi ha passeggiato per i Saloni oppure ha avuto modo di sfogliare un po’ di cataloghi o di riviste avrà riconosciuto alcune forme come identiche.

Quest’anno, tuttavia, il fenomeno avrà ancora maggiore peso. Nel “Far East” (l’Estremo Oriente) non si produce solo la fibra di carbonio di cui sembra che i ciclisti non possano più fare a meno, ma anche accessori di ogni tipo. Ciclocomputer, pedali, ruote... Tutto quanto possa entrare in un container da spedire in Occidente, insomma.

Sono sempre di più a comprare prodotti orientali per arricchire la propria offerta. Chi ha una ditta che “fa biciclette” condisce sempre di più l’offerta con accessori di ogni tipo diventando sempre più ditta “commerciale” piuttosto che “artigianale”. È un effetto del mercato attuale dove l’Est produce a poco.

C’è chi si dice convinto che il fenomeno sia passeggero e che l’aumento di ricchezza ad Oriente porterà anche ad un crescere dei costi di produzione (un po’ come avvenuto dalle nostre parti, insomma). Staremo a vedere.

Da parte nostra continueremo a confidare nell’inventiva italiana che, si spera, sappia trovare spunti di originalità che smuoveranno il mare piatto che viene dall’Est. D’altra parte, passeggiando nei corridoi dei Saloni (e quello di Milano, quest’anno è tutto nuovo grazie ai nuovi spazi) val la pena curiosare anche negli stand più piccoli, spesso è proprio in questi che si trova l’idea che ancora fa dire che dalle nostre parti le bici non sono (ancora) come nel resto del mondo…

 

 

Fiera di Milano
I nuovi padiglioni della Fiera di Milano (© fieramilano.it)


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