Buona la prima?
Ieri sera è andata in onda la prima parte del film dedicato a Bartali. Bello e intenso il personaggio interpretato da (un pur non somigliante) Favino. Come c’era da aspettarsi l’attenzione è stata molto rivolta alla storia di Bartali uomo più che del ciclista plurivincitore di corse a tappe con imprese da leggenda. Bravi gli attori, Favino è credibile come ciclista, anche se la finzione scenica ha portato, probabilmente, a calcare un po’ troppo la mano su alcune scene che perdevano di credibilità ciclistica. Bartali ne viene fuori come un personaggio umano, un collega più… esperto mi diceva di come fosse in realtà un po’ più ruvido di carattere. Però ci possiamo accontentare.
Non dico altro. Aspetto la seconda parte di stasera per tirare le somme…
Il ciclista in perfetta tenuta d’epoca ed un perfetto stile è Paolo Alberati, ex corridore professionista che ha preso parte in più di una ripresa del film su Gino Bartali.
Ci siamo arrivati finalmente. I produttori di computer portatili hanno capito quanto sia importante il fattore trasportabilità di un computer portatile.
Se vi guardate in giro sugli autobus, nella metropolitana ma anche su treni e aerei sono sempre di più i viaggiatori soggiogati da pesanti fardelli. Il computer trasportabile è una comodità ma se è troppo grande può andare bene per ridurre lo spazio del computer in casa… e basta. Al massimo lo si potrà trasportare alla casa al mare nei periodi di vacanza, ma un portatile con lo schermo da 17” non è degno di questo nome. È un trasportabile, non un portatile.
La misura dei portatili io la misuro con le vorse. Il mio vecchio Acer entrava nello zainetto minimalista che avevo comprato per andare in moto. Quando passai all’Hp con tanto di schermo 15” lo zainetto ho dovuto mandarlo in pensione. Poi mi sono innamorato di un Mac, dopo aver sperimentato quanto sia efficace il sistema operativo basato su Unix ho comprato un Powerbook con schermo da 12”. Sono tornato indietro? Niente affatto, ne ho guadagnato in trasportabilità anche se il prezzo non è stato proprio basso.
Ora Microsoft ha presentato un computer chiamato Origami. In realtà sembra più un grosso palmare di cui condivide la tastiera sensibile, ma è più piccolo di un tablet pc. Dalle prime foto che ho visto c’è la possibilità di collegarci una vera e propria tastiera così da trasformarlo in un vero portatile. Ma soprattutto è piccolo e non dovrebbe costare troppo. Alleluia.
È vero, non ci si potranno vedere i film ma vuoi mettere la comodità di non andare in giro lussandosi una spalla e riuscendolo pure ad utilizzare in spazi ristretti? Non servirà più impiccarsi nei sedili ristretti di un aereo per lavorare.
La rivoluzione è iniziata. Se vogliamo sfruttare le potenzialità dei computer sono i computer che devono imparare a seguirci, non siamo noi a doverci spalmare su di loro!
Il mio primo portatile si era un Olivetti. Schermo da 10,2 pollici e una batteria che non arrivava a due ore. Non era leggerissimo ma nello zaino ci stava piuttosto comodo.