Mi scrive Christian, dalla provincia di Frosinone:
«Volevo esporti una mia curiosità. Oggi (26 aprile 2006, ndr) è arrivato a far tappa dalle mie parti il giro delle regioni. Mi ha stupito l’armamentario della squadra Algerina. Finita la tappa ho avuto tempo di vedere bici e scambiare qualche chiacchiera con gli atleti, dove riuscivo con la lingua.
Guardando le bici dei ragazzi tunisini, era netta la differenza di modernità con gli altri, specialmente gli Italiani. Beh le loro bici erano un po’ malandate e tutte diverse, i telai erano tutti graffiati e vecchi e il cambio per alcuni era addirittura un modello Campagnolo dei primi anni 90 credo, con le manopole anche molto usurate, attacchi manubrio vecchio modello (all’ingiù) con la cromatura oramai andata… Beh Eppure quei ragazzi fanno fatica alla vecchia maniera, anche dal punto di vista alimentare, visto che mentre altri non facevano altro che versare bustine nelle borracce, loro sei tagliavano banane, mela e condivano la macedonia con una goccia di vodka alla mela verde… GRANDE ALGERIA !!!! Questo fatto mi ha emozionato moltissimo, visto che il ciclismo è fatto anche di queste cose. Ciao Christian»
È vero, se n’è parlato più di una volta qui. E arrivano costantemente lettere di lettori amareggiati per l’eccessiva connotazione agonistica che hanno preso le granfondo amatoriali. Manifestazioni che, per definizione, non dovrebbero avere un ordine di arrivo.
È proprio lo stilare un ordine di arrivo che innesca l’agonismo. Però non ci sono solo le granfondo di gran nome.
Il lettore Giuseppe lancia proprio un’idea di questo tipo. Che poi è la stessa che portano avanti tante altre granfondo che non hanno i numeri delle più importanti. L’idea di Giuseppe è di organizzare una granfondo nel Salento con il gusto di pedalare attraverso strade bellissime ma senza l’ansia agonistica.
D’accordo, qualcuno obietterà che, in fondo, anche nelle prove da migliaia di partecipanti ci si può sempre comportare diversamente, qui però l’idea è proprio diversa alla base direi. E magari si ripercuote in un dimensionamento più umano di tutto. Compreso, magari, il costo stesso dell’iscrizione che potrebbe essere riportato a livelli più in linea con lo spirito semplice ma vero della pedalata tra amici.
Io sottoscrivo l’idea di Giuseppe. Di seguito potete anche postare i vostri commenti.
Il link per l’annuncio inserito da Giuseppe lo trovate qui.
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