Archive for luglio, 2006

Il contrappasso

Posted by GuidoRubino on venerdì, 28 luglio, 2006

Per come era iniziato l’ultimo Tour de France, con l’esclusione di Basso e Ullrich “rei” di essere sospettati, la conclusione sembra la giusta punizione dantesca. L’americano vincitore è risultato ben più che sospetto. Per lui è scattata direttamente la positività confermata dalla controanalisi.

Forse è la giusta punizione per gli organizzatori del Tour che sbandieravano una corsa pulita, ma anche per quei corridori che dicevano come finalmente si corresse a medie più decenti (per l’esclusione di due corridori?)
Comunque le cose stanno così e al ciclismo non resta che incassare e stendere il tappeto rosso ai chiacchieroni di altri sport che loro sì che sono puliti.
Però non si capisce perché dai nomi venuti fuori dalle indagini sul medico spagnolo Fuentes siano emersi solo i ciclisti, quando lo stesso Fuentes ha affermato che da lui erano (sono?) in cura anche atleti di altri sport, calcio compreso e con il mondiale nel vivo.
«Non siamo dopati come i ciclisti», prepariamoci a questa frase che tornerà in auge più che mai nei bar e nelle chiacchiere. Ma i ciclismo non deve neppure sentirsi vittima più di tanto dei due pesi e delle due misure. Ci sono corridori professionisti su cui qualcuno metterebbe la mano sul fuoco circa la loro onestà atletica? Ma anche sui professionisti di altri sport sfido qualcuno a farlo.


In giro per il Galles

Posted by GuidoRubino on martedì, 25 luglio, 2006

cartelloCoed y Brenin è un posto che si trova verso la “fine del mondo”. È così che lo ha descritto il mio interlocutore al momento di partire per questo viaggio di lavoro travestito da vacanza… o è il contrario?.

Per arrivarci ci sono voluti due aerei: Amsterdam e poi Birmingham e poi tre ore di macchina su un’autostrada che è diventata una statale, poi una strada di campagna e alla fine si è arrampicata su per queste colline gallesi piene di verde e di foreste.
La fine del mondo, in realtà, è a venti minuti di macchina da qui, sul mare. Poi solo oceano e forse l’America, ma qui sembra ancora da scoprire.
In questa landa piuttosto sperduta il tempo sembra essersi fermato al 1500, data di inizio di questo casale in pietra a secco che ora è un albergo piuttosto originale. Le stanze non hanno numeri, ma nomi difficili da pronunciare. Pare che il gallese sia simile al gaelico. I suoni sono chiusi e gutturali tanto che per domarli hanno un alfabeto con più di trenta lettere.
Il bilinguismo qui è la norma, i cartelli stradali sono prima in “welsh”, poi in “english”. E a pedalare per queste strade si fa un tuffo indietro nel passato, chissà se Robin Hood è mai passato da queste parti.

Mantenere la sinistra!
La zona, per quanto possa sembrare lontana dal mondo è piuttosto turistica però. Ci sono tanti sentieri e sono divisi tra percorsi per chi passeggia e per chi vuole andare in mountain bike. La prudenza è sempre consigliata, ma già separare i due tipi di amanti della natura è una buona idea per evitare problemi. Inoltre per le mountain bike hanno organizzato dei percorsi spettacolari. Tratti di single track più o meno tecnico lavorati per andar via veloci alternati a saliscendi rapidissimi in cui vien voglia di frenare poco. Si incontrano anche curve paraboliche. Un po’ di attenzione, ovviamente è da farsi. Assieme ai percorsi facili ci sono anche sterrati più difficili e tecnici che richiedono concentrazione e capacità di guida. E quando si è stanchi si possono sfruttare le strade asfaltate che attraversano le colline. Basta ricordarsi di tenere la sinistra!
Poi non resta che gustarsi un bagno caldo (sì, l’aria è fresca e anche se il sole di fine luglio picchia forte, non fa mai male) e i piatti tipici e saporiti che amano tanto i sudditi di sua maestà.
E se si sente un boato improvviso niente paura, sono gli aerei militari che si tuffano nella valle e ne seguono il percorso anche con acrobazie spettacolari.

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L’inizio del percorso per mountain bike: impossibile sbagliare

L'albergo


Mezzo mondo in vacanza

Posted by GuidoRubino on sabato, 15 luglio, 2006

Non ci sono più le ferie di agosto, non quelle dove tutti vanno via tutti insieme almeno. Sarà che gli Italiani hanno imparato gli spostamenti intelligenti, ma stamattina, a Ciampino, sembra che una metà del mondo sia pronta a partire per le vacanze. Non avevo mai sentito gli applausi all’apertura del “gate” giusto!
Sembra che a partire per lavoro sia solo io stamattina.
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Viva l’Italia

Posted by GuidoRubino on martedì, 11 luglio, 2006

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Era una di quelle giornate alle quali non si poteva dire di no. La squadra italiana ha appena vinto il mondiale di calcio e il centro di Roma è diventato in un attimo una calamita irresistibile per tutti. Alessandra, mia moglie, s’è presentata con due piccoli tricolori sulle guance: «Usciamo?»
Non mi andava tanto. Già sognavo il letto, sto invecchiando? Però è stato un attimo e quello dopo eravamo già sulla moto con un tricolore improvvisato che, nelle notti così, sembra valere come lasciapassare per fare (quasi) qualsiasi cosa. Ero un po’ preoccupato, infatti. Chissà quanti ubriachi e imbecilli in giro per Roma con la scusa che l’Italia è unita per una notte.
Invece mi son ricreduto: ho visto tanta gente con voglia di divertirsi e di stare insieme riconoscendosi in un valore comune. E festa sia allora.
Siamo arrivati a fatica fino al Colosseo. Tutti a suonare li clacson, ma nessuno a fare prepotenze. Per una volta la macchina (i motorini, le moto…) non era un mezzo per arrivare al più presto possibile, ma un fine per star lì e fare festa. Se n’è resa conto anche la pattuglia di Vigili Urbani che salutava tutti ad ampi gesti e sorrisi, altro che controllare le cinture allacciate. In quante altre civilissime città europee si potrebbe raccontare una serata così bella e tranquilla?
È stata festa insomma: Viva l’Italia.


Calcio: uno schiaffo ai maligni

Posted by GuidoRubino on mercoledì, 5 luglio, 2006

Devo dirlo: all’inizio non mi sarebbe dispiaciuto che l’Italia del calcio uscisse al primo turno. Mi sembrava una giusta punizione per l’immondizia che ci gira intorno. Ieri sera, invece, ho fatto un tifo sentito pro azzurri. Non sono cambiate le mie idee sulla questione calcio, ma le chiacchiere e le cattiverie europee di questi giorni mi han fatto cambiare idea. Poi mi è piaciuto lo spirito dei giocatori che hanno dato un’ottima dimostrazione di forza della quale nessuno potrà dire “solo fortuna”. C’è stata anche quella, ma la fortuna bisogna anche cercarsela. E dopo le brutte chiacchiere di alcuni tedeschi il risultato ha rimesso apposto le cose.

Ora ci prepariamo alla finale di domenica. Francia o Portogallo? Io preferirei i primi, tanto per toglierci un altro sasso dalle scarpe. Se la nostra nazionale si dovesse trovare contro il Portogallo la sfida mi lascerebbe quasi indifferente anche se un po’ di spirito nazionalistico mi farà comunque tifare azzurro.
Bello il gol, bello l’effetto audio dato dall’Italia. Sì, quell’effetto che si ha mettendo il mute sulla tv e ascoltando una città come Roma diventata una enorme curva dello stadio.
Un boato di sottofondo nel quale mi sono immaginato abbracciarsi persone diverse. Un po’ come il palloncino e il cactus della pubblicità. Mi immaginavo Berlusconi abbracciato a Prodi, D’Alema con Fini, romanisti e laziali, romani e milanesi e palermitani. Tutti in un unico urlo che fa l’Italia unita. Alla faccia di chi la vorrebbe dividere.
Poi manderei al governo i giocatori. Sono loro che uniscono, no? Mica Prodi e Berlusconi. Mandiamoli al governo, così come si faceva per gli eroi classici. Ne vedremmo delle belle!
D’altra parte il calcio pare l’unica cosa che unisca davvero il nostro Paese.