Devo dirlo: all’inizio non mi sarebbe dispiaciuto che l’Italia del calcio uscisse al primo turno. Mi sembrava una giusta punizione per l’immondizia che ci gira intorno. Ieri sera, invece, ho fatto un tifo sentito pro azzurri. Non sono cambiate le mie idee sulla questione calcio, ma le chiacchiere e le cattiverie europee di questi giorni mi han fatto cambiare idea. Poi mi è piaciuto lo spirito dei giocatori che hanno dato un’ottima dimostrazione di forza della quale nessuno potrà dire “solo fortuna”. C’è stata anche quella, ma la fortuna bisogna anche cercarsela. E dopo le brutte chiacchiere di alcuni tedeschi il risultato ha rimesso apposto le cose.
Ora ci prepariamo alla finale di domenica. Francia o Portogallo? Io preferirei i primi, tanto per toglierci un altro sasso dalle scarpe. Se la nostra nazionale si dovesse trovare contro il Portogallo la sfida mi lascerebbe quasi indifferente anche se un po’ di spirito nazionalistico mi farà comunque tifare azzurro.
Bello il gol, bello l’effetto audio dato dall’Italia. Sì, quell’effetto che si ha mettendo il mute sulla tv e ascoltando una città come Roma diventata una enorme curva dello stadio.
Un boato di sottofondo nel quale mi sono immaginato abbracciarsi persone diverse. Un po’ come il palloncino e il cactus della pubblicità. Mi immaginavo Berlusconi abbracciato a Prodi, D’Alema con Fini, romanisti e laziali, romani e milanesi e palermitani. Tutti in un unico urlo che fa l’Italia unita. Alla faccia di chi la vorrebbe dividere.
Poi manderei al governo i giocatori. Sono loro che uniscono, no? Mica Prodi e Berlusconi. Mandiamoli al governo, così come si faceva per gli eroi classici. Ne vedremmo delle belle!
D’altra parte il calcio pare l’unica cosa che unisca davvero il nostro Paese.
Questo articolo è stato inserito Mercoledì, 5 Luglio 2006 alle ore 14:53 ed è archiviato nella categoria Attualità. Puoi seguire le risposte attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o un trackback dal tuo sito personale.