da GuidoRubino | 28 Luglio 2006 - 7:00 pm
inserito nella categoria: Bicicletta

Per come era iniziato l’ultimo Tour de France, con l’esclusione di Basso e Ullrich “rei” di essere sospettati, la conclusione sembra la giusta punizione dantesca. L’americano vincitore è risultato ben più che sospetto. Per lui è scattata direttamente la positività confermata dalla controanalisi.

Forse è la giusta punizione per gli organizzatori del Tour che sbandieravano una corsa pulita, ma anche per quei corridori che dicevano come finalmente si corresse a medie più decenti (per l’esclusione di due corridori?)
Comunque le cose stanno così e al ciclismo non resta che incassare e stendere il tappeto rosso ai chiacchieroni di altri sport che loro sì che sono puliti.
Però non si capisce perché dai nomi venuti fuori dalle indagini sul medico spagnolo Fuentes siano emersi solo i ciclisti, quando lo stesso Fuentes ha affermato che da lui erano (sono?) in cura anche atleti di altri sport, calcio compreso e con il mondiale nel vivo.
«Non siamo dopati come i ciclisti», prepariamoci a questa frase che tornerà in auge più che mai nei bar e nelle chiacchiere. Ma i ciclismo non deve neppure sentirsi vittima più di tanto dei due pesi e delle due misure. Ci sono corridori professionisti su cui qualcuno metterebbe la mano sul fuoco circa la loro onestà atletica? Ma anche sui professionisti di altri sport sfido qualcuno a farlo.

Questo articolo è stato inserito Venerdì, 28 Luglio 2006 alle ore 19:00 ed è archiviato nella categoria Bicicletta. Puoi seguire le risposte attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o un trackback dal tuo sito personale.

4 commenti

    Agosto 2, 2006 @ 23:11


    mo come la mettiamo…era meglio se rimaneva Hamish…mamma mia….

    Scritto da viola
    Agosto 8, 2006 @ 11:56


    Il problema vero della “questione doping” è che noi piccoli scrittori, parlo per mio conto ovviamente, ci troviamo ad affrontare continuamente pensieri negativi su uno sport che per noi è vita.
    Fosse successo ad uno sport che non ci toccava minimante non staremmo qui a raccontarci che il doping è una questione irrisolvibile, non staremmo qui a dirci “ma si qualcuno di pulito c’è”….ma se c’è perchè non si scopre? perchè non si ha il coraggio di parlarne apertamente,?i distacchi ci sono, bene ottimo, significa non che qualcuno è pulitissimo e gli altri non lo sono, significa che qualcuno è più pulito degli altri…….Ma che ci scervelliamo a fare, ma che scriviamo lettere e proteste, tanto c’è doping dove c’è antidoping,c’è doping dove c’è sforzo, c’è doping dove c’è sport (amatoriale, professionistico, dilettantistico, calcio, basket,corsa….cavalli)…..insomma basta con le romanzine, basta coi luoghi comuni, apriamo bocca e parliamo apertamente del problema, creiamo delle società dove si insegni ai piccoli che cosa significhi vincere, che cosa significhi conseguire una vittoria grazie a sforzi, allenamenti e sacrifici…solamente così si riuscirà a gioire di ragazzi semplici e seri….. e anche noi saremo più felici di questo sport…

    Scritto da viola
    Agosto 8, 2006 @ 15:00


    Si dice che bisogna “ripartire dalla base”, solo che poi quando la “base” cresce, vuole vincere e magari trova qualcuno che gli mostra come fare. Il doping è nello sport perché ad alto livello c’è l’interesse economico. Ma c’è pure nelle corse di paese perché la nostra cultura è improntata alla vittoria e chi arriva secondo non conta niente (figuriamoci chi finisce in gruppo).
    E allora che facciamo?
    Lasciamo perdere le provocazioni intanto: l’idea di liberalizzare il doping non la condivido e la trovo anche antisociale: ma come, lo sport è l’espressione dell’uomo che sa vincere e che sa perdere e accettiamo la truffa e l’imbroglio? Per questo non dimentichiamo mai di scandalizzarci quando qualcuno viene beccato!
    Però poi insegnamo anche ad accettare i propri risultati ai bambini, se arrivano secondi o in gruppo non vuol dire che sono dei perdenti. È questo che bisogna imparare. Poi si colpisca il doping su quello che genera: i soldi. Inutile sbarazzarsi dell’atleta sporco per poi provarci con altri finché non si bruciano. Quindi vanno punite anche le squadre, direttori sportivi e dirigenti. Non credo che non sappiano cosa fanno i loro corridori, e se non li sanno controllare cosa ci stanno a fare? E poi la punizione, oltre che con squalifiche, che sia pure economica, ma pesante per l’atleta e per la squadra. Un mio amico aveva ipotizzato una punizione economica equivalente allo stipendio di un anno per l’atleta. Potrebbe essere una buona via.
    Chi sbaglia paga. Insegnamo questo alla “base”!

    Scritto da GuidoRubino
    Agosto 8, 2006 @ 21:06


    esattamente….Bravo Guido hai preso in pieno quello che mi sentivo di dirti anche io……..

    Scritto da viola

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