Crisi? quale crisi?

Posted: 5th gennaio 2007 by GuidoRubino in Attualità, Computer

Giusto in questi giorni leggevo su un newsgroup di qualcuno che si lamentava dei criteri di assegnazione dei fondi per l’imprenditoria (femminile in questo caso, ma poco importa).
In sostanza il quesito, legittimo, era sul fatto che per accedere a questi fondi si deve dimostrare di avere meno di una certa età (35 anni), di non avere avuto niente a che fare con lavori di una certa importanza. Niente Partita Iva ed altre qualità che, messe tutte insieme, fanno della candidata ideale una possibile perfetta incapace e svogliata ad una qualsiasi forma di lavoro. Una persona che d’un tratto ha un’idea meravigliosa e vincente che riuscirà a mettere in pratica grazie ai soldi che le piovono addosso.
C’è qualcosa che non torna effettivamente.

Andiamo avanti.
La Comunità Europea vuole stimolare lo sviluppo economico dei suoi cittadini. Lo fa stanziando fondi per attività di ogni tipo. Qualche mese fa, un po’ in sordina a dire il vero, c’è stata per gli Istituti Professionali la possibilità di chiedere finanziamenti per migliorare l’inserimento nel lavoro dei propri studenti.
In che modo?
Migliorando la comunicazione tra scuola e mondo del lavoro; dando alle scuole la possibilità di creare delle banche dati con le informazioni e le qualifiche dei propri studenti in modo che le aziende alla ricerca di personale possano sapere dove torvarlo.
Gli stessi fondi davano la possibilità agli Istituti Professionali di darsi una sistemata dal punto di vista informatico mettendo delle postazioni internet nella scuola ecc.

E allora che è successo? Che qualche azienda con l’occhio lungo si è proposta di risolvere il problema alle scuole. Problema che le scuole, a volte, neppure sapevano di avere ma, tant’è, vale sicuramente la pena risolvere.
In pratica l’azienda X va dalla scuola Y e gli dice: «Vuoi avere un sito internet che ti permetta di essere al passo con i tempi e dare più possibilità ai tuoi studenti offrendo servizi favolosi? Vuoi avere delle postazioni internet nella scuola e computer nuovi? Ecco il progetto bell’e pronto secondo quanto offre la Comunità Europea. Tu firmi e noi ti facciamo un bel lavoro senza che tiri fuori una lira, pardon, un’euro.
La proposta è allettante ed anche giusta. Molte nostre scuole hanno proprio bisogno di una svecchiata.
Dov’è il problema? Che i soldi che ogni scuola può ricevere per i proprio progetti sono fino a 100.000 (centomila) euro. Mica male per ogni singola scuola. E indovinate a quanto ammontano i preventivi proposti dalle aziende che fanno siti internet?
Ovviamente vanno a coprire tutto il budget a disposizione, poco importa se per farlo si va a gonfiare opportunamente qualche voce. Per fare un sito (anche se con determinate caratteristiche), realizzare una banca dati e fornire (anche parecchi) computer bastano meno di centomila euro.
Mi scandalizzo? Neanche tanto. Basta vedere una puntata di Report per capire che funziona così a tutti i livelli, con amministrazioni pubbliche che assumono più personale di quanto non ne serva per soddisfare tutte le “segnalazioni” ricevute e poi vanno a pagare (profumatamente) consulenze esterne per fare lavori che il personale assunto non è qualificato a fare.
Sapete che vi dico? È vero, in Italia non c’è crisi. Se sopravviviamo dignitosamente con tutti questi sprechi vuol dire che abbiamo davvero tanti soldi a disposizione. Altro che crisi!