Si criticano i metodi per nascondere la sostanza.
È questo, secondo me, quel che avviene nei confronti di Beppe Grillo. A Grillo, piaccia o no, va dato atto di aver saputo dare voce ad un malcontento che non poteva avere sfoghi. Come faccio a esprimere certe critiche se poi le deve interpretare qualcuno che fa parte del sistema allo stesso modo di chi si vuole criticare? Grillo è fuori dal coro. Non è un politico e non vuole entrare in politica. Almeno non nel modo tradizionale.
E allora lo attaccano. Sui toni, sui modi, addirittura lo si accusa di semplicismo perché ha messo in luce cose che troppo ovvie per non essere criticate. Ma come si fa ad avere fiducia di un dirigente che continua ad aumentarsi lo stipendio quando la ditta va sempre peggio? E Grillo è stato criticato per aver cavalcato onde fin troppo facili. Sì, ma se non c’era la forza accentratrice di Grillo sarebbero stati pensieri rimasti annidati nelle chiacchiere dei bar.
I nostri politici, la casta, hanno tirato troppo la corda. C’è poco da fare: mangiano più di quanto non producano. Ma non di poco. Del doppio, del triplo, del quadruplo. E questo non può andare lontano. Fa parte della storia che i politici si siano sempre fatti un po’ di interessi personali. Non sono santi e ci può pure stare. Qui però si è passato il limite e, alla fine la corda si sta spezzando.
In Italia si era sperato nella svolta dopo tangentopoli. Qualcosa è migliorato ma il vecchio modo di pensare non è poi così cambiato. Chi è stato fatto fuori è stato rimpiazzato da personaggi poi non troppo diversi. E molti sono riusciti a salvarsi tornando, imperterriti, ai loro posti, sospetti compresi.
In Italia si vota poco, ma per chi si può votare se poi, alla resa dei conti fanno tutti lo stesso: poche promesse mantenute, parecchio fumo negli occhi, molte chiacchiere. È vero: in Italia sono troppi anni che vince l’opposizione. È un sintomo di una classe dirigente inadeguata, da una pate e dall’altra.
Ben venga Grillo, allora. Non è perfetto, ne spara anche lui, ma almeno non ha l’aria di essere in malafede come quello che ti offre il gelato e ti ruba le caramelle.
Caro Guido quando si parla di politica non se ne esce mai: chi può dire se Grillo agisca in buona fede o cavalchi l’onda come fece Bossi anni fa?
Quel che è certo è che siamo vicini ad un limite massimo di sopportazione: l’Italia va avanti perchè ci sono ancora cittadini onesti che pagano le tasse, non oso pensare cosa succederebbe se fossero ancora aumentate. D’altronde si capisce bene che non si possono diminuire se tutti non contribuiscono per la loro parte. Insomma serve qualcuno di autorevole che sappia risvegliare l’onestà nelle persone: in un clima così sfiduciato sembra impossibile ma chissà che Grillo non sia quella persona.
Ciao elvis