Armstrong torna a correre

Posted: 25th ottobre 2008 by GuidoRubino in Bicicletta
Armstrong in un'immagine dal suo sito.

Armstrong in un'immagine tratta dal suo sito.

Mi ha scritto Mario da Ostia (RM) per commentare il ritorno alle corse di Lance Armstrong. Ecco il suo pensiero, poi se volete, dite la vostra: «Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere.
E’ il re del Tour de France, dato che ne ha vinti vinto sette, tra cui anche l’edizione del centenario e potrebbe vincere anche l’edizione del centenario del Giro d’Italia, quella che partirà il 9 maggio 2009 da Venezia.

Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere.
Il grande ciclista texano ha capito che il Giro può essere una grande occasione per promuovere anche in Italia l’attività della sua fondazione contro il cancro. Da oltre dieci anni, infatti, Armstrong non è solo un ciclista: un cancro aggressivo lo ha costretto a due operazioni, ai testicoli e al cervello, i migliori specialisti gli concedevano al massimo il 40% di possibilità di sopravvivere ma niente, neanche i cicli di chemioterapia, lo hanno fermato.
Ha vinto sempre lui, anche contro il cancro, e ha deciso di fondare la Lance Armstrong Foundation nel 1997, una piccola organizzazione che nel 2003 è diventata LiveStrong, una macchina da guerra nella raccolta fondi capace di raggiungere la cifra di 265 milioni di dollari. Sembrava il suo unico impegno, dopo il ritiro agonistico, nel 2005, fino alla recentissima decisione di tornare a correre.
All’inizio di agosto, ha corso in Colorado una gara di mountain bike di 100 miglia ed è arrivato secondo.
Le Olimpiadi di Pechino gli hanno dato altro coraggio, perché ha visto Dara Torres che a 41 anni ha vinto l’argento e la romena Constantina Tomescu-Dita che a 38 anni è diventata campionessa olimpica niente meno che nella maratona.
E allora via in sella per tornare alla forma di un tempo.
Ci sono gli scettici come Francesco Moser che dice: “Non mi sembra una scelta molto azzeccata”, c’è chi sospende il giudizio come Franco Ballerini, il quale afferma che: “A me i ritorni non danno grandi entusiasmi però conosciamo la sua caparbietà e penso possa ancora stupire”, c’è chi crede che “darà filo da torcere a chi vuole vincere la corsa rosa” come Giuseppe Saronni e chi è piuttosto indifferente come Danilo Di Luca: “Per me non sarà un avversario per la vittoria finale perché punto sulle Classiche e sul Mondiale”. Sono tutti d’accordo però sul fatto che la presenza del fuoriclasse americano darà visibilità mondiale alla corsa rosa.
E a gennaio, quando parteciperà al Tour Down Under in Australia, si inizierà a capire davvero se potrà anche lottare per la vittoria.
In ogni caso, in bocca al lupo Lance!
Mario (Lido di Ostia -Roma)»

A livello mediatico il ritorni di Armstrong è sicuramente una grande notizia per il ciclismo. Sicuramente all’americano va riconosciuta la capacità di aver dato una speranza a tanti. Vedere uno col suo male vincerlo e riuscire a tornare alle corse da campione è un segnale fortissimo e bellissimo.
Questo pensiero è sicuramente il più forte di tutti e supera anche quelli sul giudizio sportivo.

Sì, perché dal punto di vista sportivo Armstrong non ha giocato proprio bene le sue carte. Sono curioso, davvero, di vedere come si comporterà con Simeoni (se questi verrà al Giro) e soprattutto voglio vedere il gruppo degli altri corridori da che parte starà.
Da un punto di vista sportivo Armstrong si porta addosso qualche sospetto di troppo e se non si darà da fare per la massima trasparenza rischia di non trovare troppi tifosi dalla sua parte lungo le strade.

Basta dare un’occhiata su forum e newsgroup dedicati al ciclismo per capire che la sua prova sarà dura, anche più dell’allenamento che dovrà sostenere per essere competitivo.
Guido

  1. Simone scrive:

    Mah, Armstrong è stato un atleta e roa si è trasformato in uomo di affari e sta entrando piano piano in politica.
    Che sia una mossa per accaparrarsi visibilità con una spesa tutto sommato sostenibile (per lui)?
    In Francia al Tour sono scettici, mentre in Italia gli spalancano le braccia.
    Secondo me è soprattutto una trovata commerciale.

    Così come è vero che il livello, dopo che lui se ne è andato, è sceso e quindi se tornasse, anche un solo gradino più in basso di come stava prima, può ancora dire la sua.
    Purtroppo.
    Armstrong, al ciclismo, potrebbe non servire più.
    Quello che ha fatto lo ha fatto e basta.
    Tornare potrebbe creargli qualche problema: magari si svelerebbe tutti i sospetti di doping che orbitano intorno alla sua immagine.
    Purtroppo però Armstrong ritornerà.
    Speriamo che sia un po’ meno calcolatore.
    Speriamo che corra con più estro.
    Allora magari diremmo: «Per fortuna che è tornato Armstrong!».

  2. Massimo scrive:

    A mio modo di vedere Armstrong ha fatto del motto “tutto o niente” il SUO motto e ha sempre interpretato la sua vita in quel modo. Se così è Armostrong non tornerà nel mondo del ciclismo per fare secondo, nè tantomeno per fare da semplice comprimario: credo che se torna è certo di poter vincere ancora!
    Un fattore però rischiamo di dimenticare: Armstrong ha sempre vinto meritatamente perchè più forte degli altri, ma è sempre stato accompagnato anche da una buona dose di fortuna. La tipica fortuna che aiuta i vincenti: in sette tour de France mai una caduta con conseguenze serie, mai un giorno di malessere psicofisico, mai una virgola fuori posto… Io, da tifoso e da sportivo, gli auguro tutto il bene possibile per il suo ritorno, ma la dea bendata gli vorrà ancora bene?
    In ogni caso rimmarrà sempre un grandissimo personaggio che ha dato molto per una causa nobilissima come la ricerca sul cancro!