Ciclisti e punti patente, ci risiamo?
Ritorna l’incubo dei punti patente persi se si occorre in un’infrzione al codice della strada mentre si è in bicicletta. Ad introdurre questa regola è la legge sulla sicurezza di cui in questi giorni si sta parlando per quanto riguarda l’introduzione del reato di “clandestinità”. Ovviamente questa legge, se è in questi termini, pone un grave problema di disparità civile. Per guidare una bicicletta non occorre nessuna licenza di guida. E ci sono ciclisti con patente e altri senza. A perdere i punti dalla patente sarebbero solo i primi, visto che per i secondi la legge sarebbe inapplicabile.
Non so se a livello costituzionale la cosa sarebbe accettabile (lo scopriremo al primo ricorso? Come suggerisce qualche lettore della notizia sulla rete).
È indubbio che una legge del genere comporti una disparità di pena tra cittadini che dovrebbero essere tutti uguali.
Senza entrare nel merito del comportamento più o meno civile dei ciclisti (che comunque, in caso di incidente, hanno sempre la sorte peggiore) non sarebbe bastata una semplice multa?