Le parole della pubblicità

This entry was posted by GuidoRubino lunedì, 16 novembre, 2009
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Quale sia il fine della pubblicità lo sappiamo tutti: vendere un prodotto. Che questo possa essere fatto in vari modi, pure. Il fatto è che spesso la pubblicità perde di vista la realtà diventando quasi surreale. Mia moglie dice che è per colpa dell’uso distorto che si fa degli studi sul comportamento umano.

E, in fondo, se uno è indotto a compare un prodotto il fine è raggiunto, a prescindere dai mezzi a quanto pare.

Certo che leggere sul depliant informativo della mia nuova carta di credito che questo servizio dedicato a persone esigenti [...] aiuta ad acquisire valore e sicurezza, mi preoccupa un po’.

Insomma, siamo al surreale. Ovviamente tutti ci sentiamo esigenti (chi vi risponderebbe di no?) ma non è che mi senta poi così più sicuro e “valido” ora che ho ’sta carta. Anzi, è una cosa in più da pagare…

2 Responses to “Le parole della pubblicità”

  1. Zigarru

    Qualche giorno fa, mentre pedalavo con calma e guardavo il mare, ho sentito la pubblicità di una nota casa produttrice di automobili, francese.
    Diceva che se sei uno che fa sempre a modo suo, se sei uno che le regole le riscrive a suo uso e consumo, beh, allora abbiamo l’auto che fa per te.
    Ma…riscrivere le regole? Far sempre a proprio modo infischiandosene degli altri? Chi sa perchè ma sono concetti ormai noti. Discussi, criticati, osteggiati, ma alla fine sempre più proposti al pubblico, a ogni ora e in ogni luogo. Se poi alla fine questi messaggi attecchiscano io non lo so con certezza, ma mi sa che sta succedendo. Perchè se sei bombardato costantemente da simili insegnamenti, prima o poi li assorbi, o almeno così dice chi certi processi li ha studiati. E poi te li ritrovi proiettati ovunque, nella nostra società. Dalla politica al traffico, persino nella fila alle poste.
    Sono contento che ora grazie alla tua nuova carta di credito ti possa sentire più forte e sicuro. Io sempre meno, soprattutto se cammino per strada…

  2. GuidoRubino

    Infatti dopo quel che ho letto guardo la mia carta di credito col sospetto con cui guarderei uno per strada che dice di volermi regalare qualcosa. Va be’… lo chiamano marketing.
    E hai pure ragione: certe pubblicità non fanno che alimentare l’arroganza come modello vincente. Qualcosa non va. Ma d’altra parte finché invitano gente come Sgarbi nelle trasmissioni tv inutile che poi si stupiscano se si accapigliano…


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