Hanno scoperchiato il vaso di Pandora ed ora, i venti di bufera, sono partiti per ogni dove. È quello che sta succedendo nel calcio, da un’intercettazione che si è cercato di far passare quasi per normale qualcuno stavolta ha deciso che non si poteva mettere tutto a tacere (come è stato per il doping) e le verifiche hanno iniziato ad allargarsi andando a scoprire una rete sempre più fitta che sta tirando dentro tantissime persone di cui, comunque, è sempre da dimostrare la colpevolezza (vale sempre la presunzione di innocenza fino a prova contraria, non dimentichiamocene).
Questo pasticcio del calcio, però, ha un precedente illustre: tangentopoli. Non perché ci siano legami di sorta, ci mancherebbe. Ma semplicemente perché è un altro “caso” si cui ci si stupisce pur essendo presente nel parlare quotidiano. Chi non ha mai sentito dire che certe squadre comprano le partite?
Certo, tra lo sfottò e la giustizia la differenza è enorme e non bisogna fare confusione, ma certi episodi hanno gettato più di un dubbio e non è una novità.
L’aspettativa, a questo punto, è che si dia un colpo di spugna forte e violento per lo meno da spazzare via il marcio peggiore. Poi a cambiare le teste ce ne vorrà ancora di più. Soldi e sport sono una miscela altamente infiammabile e di scintille ce ne sono tante. Ma l’importante è migliorare, o almeno provarci. Basta non fare finta, sarebbe già qualcosa.