Archive for category Bicicletta

Doping, brutta storia

Posted by GuidoRubino on mercoledì, 18 novembre, 2009

Io avevo superato i venti anni “ormai” da un po’, lui era un ragazzino esordiente tra i dilettanti, categoria che equivale alla sere B del ciclismo. Al Trofeo Lazzaretti a Roma, classica di apertura del ciclismo del centro Italia venivano corridori anche dal nord. Quelli forti forti.
Ovviamente alla partenza non l’avevo notato. Un corridore mingherlino con una maglia come tante altre. Io ero preoccupato della mia corsa e soprattutto di finirla senza troppi problemi. Il cicuito semi cittadino era impegnativo per le curve e le macchine parcheggiate che richiedevano occhi aperti. E anche per il numero abbondante di corridori. Lanciarsi a più di sessanta all’ora in bici, nelle strade di Roma per più di cento chilometri non è uno scherzo.
Eppure quel corridore mingherlino, quel giorno, ci mise in fila tutti. Al termine di una corsa tiratissima (per dirne una: il mio contachilometri segnò una velocità di punta di 77 chilometri orari, niente male per un circuito senza discese vere ma solo falsipiani) ebbe la meglio sugli squadroni di corridori ben più grandi e forti, sulla carta. E dopo l’arrivo il suo sguardo modesto sembrava quasi da cartone animato del ciclismo di altri tempi.
Ma ci saremmo abituati a sentirlo spesso quel nome. Tra i dilettanti Davide Rebellin divenne un mattatore nel giro di qualche anno. Tra i professionisti ha vinto belle corse con una carriera lunga e costante che chi gioca sporco non può fare.
Ecco perché oggi mi dispiace. Non posso dire di conoscerlo, se non per qualche chiacchiera scambiata al volo prima di una corsa quando io avevo già tolto la maglia da ciclista. Però Davide Rebellin è sempre stato un ragazzo tranquillo e modesto e forse anche per questo suo carattere non ha ottenuto quanto avrebbe potuto con le sue caratteristiche fisiche.
Oggi è nell’occhio del ciclone per una brutta storia di positività alle Olimpiadi. Dovrà restituire la medaglia e pure i soldi avuti in premio dal Coni.
Onta e disonore. Giusti, non lo nego. Chi sbaglia è giusto che paghi.
Però mi dispiace.


Presentazione del Giro con la scusa del calcio

Posted by GuidoRubino on lunedì, 26 ottobre, 2009

Presentazione del Giro 2010 sabato scorso. E cosa è rimasto ai giornali (non a tutti per fortuna) dell’evento? La notizia è il Giro? No, meglio parlare della madrina del Giro. Guarda caso è la fidanzata di un calciatore famoso. Olè


Un Tour col freno a mano tirato

Posted by GuidoRubino on lunedì, 27 luglio, 2009

A guardare il Tour di quest’anno da fuori, senza sapere di tattiche e pretattiche dovremmo parlare di un Tour de France entusiasmante. Una corsa che ha regalato al mondo del ciclismo un campione di quelli importanti. Di quelli che non ne nascono spesso. Cosa dire di più di Contador. Un corridore che vince in salita con forza disarmante per gli avversari. I suoi allunghi in salita non hanno avuto bisogno di tattica, è andato via di forza, lasciando gli avversari a lottare per il secondo posto. E Contador è uno di 26 anni, sta vincendo il suo secondo Tour de France, ha già vinto un Giro d’Italia. E chissà cos’altro potrà fare in carriera.

Poco entusiasmo invece. Perché? Read the rest of this entry »


Un Tour de France 2009 incredibile

Posted by GuidoRubino on domenica, 19 luglio, 2009

Mi piacerebbe pensare che il Tour de France che si sta vedendo in questi giorni sia incredibile e fantastico per gli eventi che si susseguono. Invece la calma piatta di queste tappe ha dell’incredibile. Ma non era la corsa francese quella combattuta dai primi chilometri di ogni frazione? Invece qui pare che sin da subito ci sia voglia di far andare via una fuga, così non ci si pensa più e la tappa può scorrere tranquilla per chi guarda alla classifica.
Ma oggi non ci si è accontentati. Evidentemente non bastava la tappa con la grottesca protesta pro radioline che  ha superato la figuraccia rimediata a Milano durante il Giro d’Italia. Oggi c’è stato il massimo del tatticismo… al contrario. Read the rest of this entry »


Ciclisti e punti patente, ci risiamo?

Posted by GuidoRubino on venerdì, 3 luglio, 2009

Ritorna l’incubo dei punti patente persi se si occorre in un’infrzione al codice della strada mentre si è in bicicletta. Ad introdurre questa regola è la legge sulla sicurezza di cui in questi giorni si sta parlando per quanto riguarda l’introduzione del reato di “clandestinità”. Ovviamente questa legge, se è in questi termini, pone un grave problema di disparità civile. Per guidare una bicicletta non occorre nessuna licenza di guida. E ci sono ciclisti con patente e altri senza. A perdere i punti dalla patente sarebbero solo i primi, visto che per i secondi la legge sarebbe inapplicabile.

Non so se a livello costituzionale la cosa sarebbe accettabile (lo scopriremo al primo ricorso? Come suggerisce qualche lettore della notizia sulla rete). Read the rest of this entry »


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Posted by GuidoRubino on domenica, 7 giugno, 2009

librohoepli


Un Giro al contrario che rischia di finire con l’amaro in bocca

Posted by GuidoRubino on sabato, 30 maggio, 2009

Una volta c’era il Giro d’Italia con le squadre che lavoravano per il loro capitano e alcune regole, non scritte, che tutti rispettavano.
E in questo Giro d’Italia, c’è da dire, sta andando un po’ tutto al contrario, a iniziare dal percorso. Ma quello non sarebbe neppure male anche se, inutile negarlo, le salite che i corridori hanno affrontato sono state un po’ poche per un Giro che celebra cento anni.
Ci si è messa anche la sfortuna, va detto. Per vari motivi la mitica Cuneo-Pinerolo è diventata una tappa decisamente più facile di quanto preventivato. E infatti non ha fatto gli sfracelli che prometteva. La salita del Blockhaus, accorciata dei cinque chilometri decisivi forse ha salvato il russo Menchov da una batosta e si è trasformata in una tappa da cicloamatori o poco più. Read the rest of this entry »


Giro d’Italia, speravo meglio fino ad ora

Posted by GuidoRubino on martedì, 19 maggio, 2009

Certo che chiamare “tappone dolomitico”una frazione del Giro d’Italia come quella di oggi fa un po’ tenerezza. Tappone dolomitico sa di epica del ciclismo, di avventure in bici che si intrecciano su salite lunghe e difficili che si inseguono una dopo l’altra. Sa di corridori che vanno in crisi e di classifica che tende a stravolgersi, confermando chi sta bene e punendo chi incappa nella giornataccia.
Una corsa col botto insomma, mentre la Cuneo Pinerolo di oggi sa di petardo un po’ umido. Due salite come il Moncenisio e il Sestriere che non hanno fatto poi troppi danni. E comunque troppo lontane dal traguardo per poter pensare ad azioni epiche.
Nel ciclismo moderno puoi mettere anche una salita a tremila metri, ma se è a più di cinquanta chilometri dal traguardo serve a ben poco. In discesa si recupera troppo, ormai s’è capito. E sforzi da pagare con gli interessi nessuno che lotta per la classifica si azzarda a farli. Tant’è che poi queste corsette si risolvono nel finale. Tant’è che lo stesso Di Luca, oggi, ha paragonato la sua corsa come quella di una classica. E infatti ha vinto come in una classica: più con la tattica che con la forza.
E le montagne del Giro finiscono qui. O quasi. Di arrivi in salita c’è ora Monte Petrano, che non penso farà tragedie e il Vesuvio. Ci sarebbe anche il Blockhaus che però è una tappa monca: nei chilometri e nella salita finale (di cui han tagliato gli ultimi chilometri, quelli più duri dove davvero poteva succedere qualcosa).
Vedremo. La parola adesso sembra passare di più alle crono. Quella di dopodomani preoccupa per lunghezza e percorso. Pare che ci siano dei passaggi piuttosto pericolosi, e se i ciclisti si sono spaventati per le vie di Milano potrebbero non superare un percorso che pare sia davvero tortuoso in alcuni tratti.
Finiscono così le salitone del Giro. Forse al mio giudizio negativo concorre anche il lavoro della Rai. Dopo aver coperto dall’inizio alla fine (su Rapisport Più) tappe teoricamente più insignificanti, oggi hanno pensato bene di prendere la linea nella discesa del Moncenisio (già scalato quindi) e darla via (per il Tg Sport) per buona parte del Sestriere.
Chissà che alternativa? Sì, una partita di biliardo, registrata tra l’altro, di cui (perché alla fine avevo spento) non abbiano trasmesso neppure la fine. Neanche questa soddisfazione quindi…


:-)

Posted by GuidoRubino on giovedì, 25 dicembre, 2008

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Armstrong torna a correre

Posted by GuidoRubino on sabato, 25 ottobre, 2008
Armstrong in un'immagine dal suo sito.

Armstrong in un'immagine tratta dal suo sito.

Mi ha scritto Mario da Ostia (RM) per commentare il ritorno alle corse di Lance Armstrong. Ecco il suo pensiero, poi se volete, dite la vostra: «Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere.
E’ il re del Tour de France, dato che ne ha vinti vinto sette, tra cui anche l’edizione del centenario e potrebbe vincere anche l’edizione del centenario del Giro d’Italia, quella che partirà il 9 maggio 2009 da Venezia.

Lance Armstrong è già nella storia del ciclismo, ma ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta la corsa rosa a quasi 38 anni, ovviamente per vincere.
Il grande ciclista texano ha capito che il Giro può essere una grande occasione per promuovere anche in Italia l’attività della sua fondazione contro il cancro. Da oltre dieci anni, infatti, Armstrong non è solo un ciclista: un cancro aggressivo lo ha costretto a due operazioni, ai testicoli e al cervello, i migliori specialisti gli concedevano al massimo il 40% di possibilità di sopravvivere ma niente, neanche i cicli di chemioterapia, lo hanno fermato.
Ha vinto sempre lui, anche contro il cancro, e ha deciso di fondare la Lance Armstrong Foundation nel 1997, una piccola organizzazione che nel 2003 è diventata LiveStrong, una macchina da guerra nella raccolta fondi capace di raggiungere la cifra di 265 milioni di dollari. Sembrava il suo unico impegno, dopo il ritiro agonistico, nel 2005, fino alla recentissima decisione di tornare a correre.
All’inizio di agosto, ha corso in Colorado una gara di mountain bike di 100 miglia ed è arrivato secondo.
Le Olimpiadi di Pechino gli hanno dato altro coraggio, perché ha visto Dara Torres che a 41 anni ha vinto l’argento e la romena Constantina Tomescu-Dita che a 38 anni è diventata campionessa olimpica niente meno che nella maratona.
E allora via in sella per tornare alla forma di un tempo.
Ci sono gli scettici come Francesco Moser che dice: “Non mi sembra una scelta molto azzeccata”, c’è chi sospende il giudizio come Franco Ballerini, il quale afferma che: “A me i ritorni non danno grandi entusiasmi però conosciamo la sua caparbietà e penso possa ancora stupire”, c’è chi crede che “darà filo da torcere a chi vuole vincere la corsa rosa” come Giuseppe Saronni e chi è piuttosto indifferente come Danilo Di Luca: “Per me non sarà un avversario per la vittoria finale perché punto sulle Classiche e sul Mondiale”. Sono tutti d’accordo però sul fatto che la presenza del fuoriclasse americano darà visibilità mondiale alla corsa rosa.
E a gennaio, quando parteciperà al Tour Down Under in Australia, si inizierà a capire davvero se potrà anche lottare per la vittoria.
In ogni caso, in bocca al lupo Lance!
Mario (Lido di Ostia -Roma)»

A livello mediatico il ritorni di Armstrong è sicuramente una grande notizia per il ciclismo. Sicuramente all’americano va riconosciuta la capacità di aver dato una speranza a tanti. Vedere uno col suo male vincerlo e riuscire a tornare alle corse da campione è un segnale fortissimo e bellissimo.
Questo pensiero è sicuramente il più forte di tutti e supera anche quelli sul giudizio sportivo.

Sì, perché dal punto di vista sportivo Armstrong non ha giocato proprio bene le sue carte. Sono curioso, davvero, di vedere come si comporterà con Simeoni (se questi verrà al Giro) e soprattutto voglio vedere il gruppo degli altri corridori da che parte starà.
Da un punto di vista sportivo Armstrong si porta addosso qualche sospetto di troppo e se non si darà da fare per la massima trasparenza rischia di non trovare troppi tifosi dalla sua parte lungo le strade.

Basta dare un’occhiata su forum e newsgroup dedicati al ciclismo per capire che la sua prova sarà dura, anche più dell’allenamento che dovrà sostenere per essere competitivo.
Guido