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	<title>Appunti e chiacchiere &#187; Bicicletta</title>
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		<title>Doping, brutta storia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io avevo superato i venti anni “ormai” da un po&#8217;, lui era un ragazzino esordiente tra i dilettanti, categoria che equivale alla sere B del ciclismo. Al Trofeo Lazzaretti a Roma, classica di apertura del ciclismo del centro Italia venivano corridori anche dal nord. Quelli forti forti. Ovviamente alla partenza non l&#8217;avevo notato. Un corridore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io avevo superato i venti anni “ormai” da un po&#8217;, lui era un ragazzino esordiente tra i dilettanti, categoria che equivale alla sere B del ciclismo. Al Trofeo Lazzaretti a Roma, classica di apertura del ciclismo del centro Italia venivano corridori anche dal nord. Quelli forti forti.<br />
Ovviamente alla partenza non l&#8217;avevo notato. Un corridore mingherlino con una maglia come tante altre. Io ero <span id="more-496"></span>preoccupato della mia corsa e soprattutto di finirla senza troppi problemi. Il cicuito semi cittadino era impegnativo per le curve e le macchine parcheggiate che richiedevano occhi aperti. E anche per il numero abbondante di corridori. Lanciarsi a più di sessanta all&#8217;ora in bici, nelle strade di Roma per più di cento chilometri non è uno scherzo.<br />
Eppure quel corridore mingherlino, quel giorno, ci mise in fila tutti. Al termine di una corsa tiratissima (per dirne una: il mio contachilometri segnò una velocità di punta di 77 chilometri orari, niente male per un circuito senza discese vere ma solo falsipiani) ebbe la meglio sugli squadroni di corridori ben più grandi e forti, sulla carta. E dopo l&#8217;arrivo il suo sguardo modesto sembrava quasi da cartone animato del ciclismo di altri tempi.<br />
Ma ci saremmo abituati a sentirlo spesso quel nome. Tra i dilettanti Davide Rebellin divenne un mattatore nel giro di qualche anno. Tra i professionisti ha vinto belle corse con una carriera lunga e costante che chi gioca sporco non può fare.<br />
Ecco perché oggi mi dispiace. Non posso dire di conoscerlo, se non per qualche chiacchiera scambiata al volo prima di una corsa quando io avevo già tolto la maglia da ciclista. Però Davide Rebellin è sempre stato un ragazzo tranquillo e modesto e forse anche per questo suo carattere non ha ottenuto quanto avrebbe potuto con le sue caratteristiche fisiche.<br />
Oggi è nell&#8217;occhio del ciclone per una brutta storia di positività alle Olimpiadi. Dovrà restituire la medaglia e pure i soldi avuti in premio dal Coni.<br />
Onta e disonore. Giusti, non lo nego. Chi sbaglia è giusto che paghi.<br />
Però mi dispiace.</p>
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		<title>Presentazione del Giro con la scusa del calcio</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentazione del Giro 2010 sabato scorso. E cosa è rimasto ai giornali (non a tutti per fortuna) dell&#8217;evento? La notizia è il Giro? No, meglio parlare della madrina del Giro. Guarda caso è la fidanzata di un calciatore famoso. Olè]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione del Giro 2010 sabato scorso. E cosa è rimasto ai giornali (non a tutti per fortuna) dell&#8217;evento? La notizia è il Giro? No, meglio parlare della madrina del Giro. Guarda caso è la fidanzata di un calciatore famoso. Olè</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un Tour col freno a mano tirato</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 16:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A guardare il Tour di quest&#8217;anno da fuori, senza sapere di tattiche e pretattiche dovremmo parlare di un Tour de France entusiasmante. Una corsa che ha regalato al mondo del ciclismo un campione di quelli importanti. Di quelli che non ne nascono spesso. Cosa dire di più di Contador. Un corridore che vince in salita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">A guardare il Tour di quest&#8217;anno da fuori, senza sapere di tattiche e pretattiche dovremmo parlare di un Tour de France entusiasmante. Una corsa che ha regalato al mondo del ciclismo un campione di quelli importanti. Di quelli che non ne nascono spesso. Cosa dire di più di Contador. Un corridore che vince in salita con forza disarmante per gli avversari. I suoi allunghi in salita non hanno avuto bisogno di tattica, è andato via di forza, lasciando gli avversari a lottare per il secondo posto. E Contador è uno di 26 anni, sta vincendo il suo secondo Tour de France, ha già vinto un Giro d&#8217;Italia. E chissà cos&#8217;altro potrà fare in carriera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poco entusiasmo invece. Perché?<span id="more-398"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tanto per cominciare i corridori non hanno corso il Tour come si corre il Tour de France. E no. È storia del ciclismo che al Tour ci provano tutti. La chiamano l&#8217;università del ciclismo ed è bello vedere quanti pretendenti ci siano agli esami.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I tentativi da lontano ci sono stati, e tante fughe sono pure arrivate. Ma lo spettacolo non c&#8217;è stato. Lo spettacolo c&#8217;è quando da lontano attaccano i corridori che vogliono vincere la maglia gialla. E quest&#8217;anno non se n&#8217;è visto uno che ci provasse dai primi chilometri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il tatticismo è stato esasperato. È vero pure che c&#8217;è stata un&#8217;eliminazione “da dietro”. Ossia diversi pretendenti sulla carta si sono rivelati assolutamente incapaci di farsi valere. Tra questi Sastre (che ha vinto l&#8217;anno scorso), Menchov (che ha vinto il Giro), Evans (che non ha vinto niente, ma ha dei piazzamenti da fare invidia).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chi è rimasto ad impensierire Contador?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Andy Schleck, solo lui. E una volta appurato che in salita Contador non lo staccava nemmeno bucargli le gomme la partita era chiusa. A cronometro manco a parlarne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tanto che lo stesso Contador non ha dovuto fare nessuna impresa per prendere la maglia gialla. Gli è bastato pedalare per qualche chilometro in salita un po&#8217; più forte degli altri per portare a casa il bottino. A ben guardare si sarebbe potuto accontentare della cronometro di Annecy. Ha vinto pure quella dando 3 secondi di distacco a Cancellara. E allo svizzero è andata pure bene visto il vento che si è alzato nel finale contrario a Contador.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci sono stati dei momenti, anzi delle ore, in cui Cassani e Bulbarelli, i due telecronisti Rai, non sapevano davvero di cosa parlare. La corsa andava via noiosa e l&#8217;unica suspance era riservata a se e quando si sarebbe ripresa la fuga. Insomma. Davvero poco per una corsa che vuole essere la prima del mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto sommato è meglio il Giro. Anche come percorsi (e quelli del Giro di quest&#8217;anno erano anche piuttosto criticabili).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un Tour de France 2009 incredibile</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 23:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piacerebbe pensare che il Tour de France che si sta vedendo in questi giorni sia incredibile e fantastico per gli eventi che si susseguono. Invece la calma piatta di queste tappe ha dell&#8217;incredibile. Ma non era la corsa francese quella combattuta dai primi chilometri di ogni frazione? Invece qui pare che sin da subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe pensare che il Tour de France che si sta vedendo in questi giorni sia incredibile e fantastico per gli eventi che si susseguono. Invece la calma piatta di queste tappe ha dell&#8217;incredibile. Ma non era la corsa francese quella combattuta dai primi chilometri di ogni frazione? Invece qui pare che sin da subito ci sia voglia di far andare via una fuga, così non ci si pensa più e la tappa può scorrere tranquilla per chi guarda alla classifica.<br />
Ma oggi non ci si è accontentati. Evidentemente non bastava la tappa con la grottesca protesta pro radioline che  ha superato la figuraccia rimediata a Milano durante il Giro d&#8217;Italia. Oggi c&#8217;è stato il massimo del tatticismo&#8230; al contrario.<span id="more-391"></span><br />
Viene da pensare: volete le radioline? Allora, almeno, usatele come si deve.</p>
<p>Invece, incredibile, oggi si è assistito ad una corsa tatticamente folle. La Ag2r, titolare della maglia gialla con Nocentini, si è disinteressata al controllo della corsa. È andata via una fuga e ha preso un vantaggio tale che Hincapie, del team Columbia Htc ha rischiato davvero di soffiare la maglia gialla al corridore italiano.</p>
<p>Alla Ag2r sarebbero bastati un paio di corridori davanti per svegliare il gruppo quel tanto che bastava per non correre rischi di perdere il simbolo del primato (che vale pure qualche soldo no? soprattutto per una squadra francese).</p>
<p>Per fortuna che in palio all&#8217;arrivo dopo i corridori in fuga, erano rimasti ancora dei punti per la maglia verde che sembra essere saldamente sulle spalle di Mark Cavendish. Volatona di gruppo con i gregari di Cavendish che hanno tirato l&#8217;ultimo chilometro a sessanta all&#8217;ora annullando, di fatto, le speranze di Geroge Hincapie di andare in maglia gialla. Sia chiaro: Hincapie l&#8217;avrebbe meritata come un premio alla carriera, niente da dire.</p>
<p>Incredibile che ad annullare la sua maglia gialla siano stati proprio i compagni di squadra di Cavendish. Quelli del team Columbia Htc. Gli stessi di Hincapie.</p>
<p>Nocentini ringrazia.</p>
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		<title>Ciclisti e punti patente, ci risiamo?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorna l’incubo dei punti patente persi se si occorre in un’infrzione al codice della strada mentre si è in bicicletta. Ad introdurre questa regola è la legge sulla sicurezza di cui in questi giorni si sta parlando per quanto riguarda l’introduzione del reato di “clandestinità”. Ovviamente questa legge, se è in questi termini, pone un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorna l’incubo dei punti patente persi se si occorre in un’infrzione al codice della strada mentre si è in bicicletta. Ad introdurre questa regola è la legge sulla sicurezza di cui in questi giorni si sta parlando per quanto riguarda l’introduzione del reato di “clandestinità”. Ovviamente questa legge, se è in questi termini, pone un grave problema di disparità civile. Per guidare una bicicletta non occorre nessuna licenza di guida. E ci sono ciclisti con patente e altri senza. A perdere i punti dalla patente sarebbero solo i primi, visto che per i secondi la legge sarebbe inapplicabile.</p>
<p>Non so se a livello costituzionale la cosa sarebbe accettabile (lo scopriremo al primo ricorso? Come suggerisce qualche lettore della notizia sulla rete).<span id="more-387"></span></p>
<p>È indubbio che una legge del genere comporti una disparità di pena tra cittadini che dovrebbero essere tutti uguali.</p>
<p>Senza entrare nel merito del comportamento più o meno civile dei ciclisti (che comunque, in caso di incidente, hanno sempre la sorte peggiore) non sarebbe bastata una semplice multa?</p>
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		<title>:-) 3</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 19:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidorubino.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/librohoepli.jpg" rel="lightbox[383]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-384" title="librohoepli" src="http://www.guidorubino.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/librohoepli-300x225.jpg" alt="librohoepli" width="390" height="292" /></a></p>
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		<title>Un Giro al contrario che rischia di finire con l&#8217;amaro in bocca</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta c’era il Giro d’Italia con le squadre che lavoravano per il loro capitano e alcune regole, non scritte, che tutti rispettavano. E in questo Giro d’Italia, c’è da dire, sta andando un po’ tutto al contrario, a iniziare dal percorso. Ma quello non sarebbe neppure male anche se, inutile negarlo, le salite che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Una volta c’era il Giro d’Italia con le squadre che lavoravano per il loro capitano e alcune regole, non scritte, che tutti rispettavano.<br />
E in questo Giro d’Italia, c’è da dire, sta andando un po’ tutto al contrario, a iniziare dal percorso. Ma quello non sarebbe neppure male anche se, inutile negarlo, le salite che i corridori hanno affrontato sono state un po’ poche per un Giro che celebra cento anni.<br />
Ci si è messa anche la sfortuna, va detto. Per vari motivi la mitica Cuneo-Pinerolo è diventata una tappa decisamente più facile di quanto preventivato. E infatti non ha fatto gli sfracelli che prometteva. La salita del Blockhaus, accorciata dei cinque chilometri decisivi forse ha salvato il russo Menchov da una batosta e si è trasformata in una tappa da cicloamatori o poco più.<span id="more-380"></span><br />
Però è vero pure che Di Luca, che al momento in cui scrivo sta per firmare il secondo posto nella generale a una manciata di secondi dalla Maglia Rosa, senza gli abbuoni avrebbe un distacco decisamente maggiore. Sarebbe a un minuto e mezzo e forse più.<br />
Questo Giro è al contrario e non solo perché inizia al nord e finisce al centro-sud. La finale di Roma è più unica che rara, ma c’è da dire, anche, che Milano sembra non averlo meritato troppo questo Giro visto come l’ha trattato (e i corridori, per conto loro, hanno reagito ancora peggio passando, se possibile, dalla parte del torto).</p>
<p>In questo Giro si è vista la squadra della Maglia Rosa Menchov lavorare poco e niente. In compenso ha lavorato molto la LPR, la squadra di Di Luca, secondo, che troppe volte ha fatto da gregario proprio al russo. Di Luca è impulsivo, la voglia di vincere a volte gli gioca brutti scherzi ma non si può fargliene torto. Certe tattiche potrebbero essere organizzate a tavolino. Il ciclismo ha vissuto autentiche trappole (sportive eh, non fraintendete) da parte di corridori e direttori sportivi che ne sapevano uno più del diavolo.<br />
Oggi, poi, nella tappa di Anagni, è stato il massimo. Si è vista lavorare la LPR per far vincere a Di Luca il traguardo volante e prendere abbuoni. È finita con una volata in cui Di Luca è stato preceduto da Menchov. E in salita avrebbe dovuto batterlo senza appello.<br />
Tutto rimandato all’arrivo allora. E che succede? La squadra di Di Luca si mette davanti ma uno scatto di Gilbert ai 1200 metri sbriciola il gruppo. Di Luca e Menchov restano dietro e gli abbuoni si sprecano su corridori che contano il distacco in quarti d’ora.<br />
Forse è meglio così dopotutto. Vincere il Giro d’Italia con gli abbuoni non sarebbe il massimo sebbene Di Luca abbia davvero grinta da vendere.<br />
Resta il rammarico per un vincitore del Giro del Centenario che nelle gente comune è un illustre sconosciuto. Ma non sarebbe certo un peccato se non fosse che, sulla testa di questo russo pende una tegola terribile: il coinvolgimento in una vicenda di doping (che novità nel ciclismo eh) di cui dovrà rendere conto tra un po’ di giorni.<br />
Speriamo davvero che sia tutto un errore, ci mancherebbe solo che il vincitore del Giro del centenario fosse castigato dopo un po’ di giorni dalla fine della corsa.</p>
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		<title>Giro d&#8217;Italia, speravo meglio fino ad ora</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 16:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GuidoRubino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certo che chiamare “tappone dolomitico”una frazione del Giro d’Italia come quella di oggi fa un po’ tenerezza. Tappone dolomitico sa di epica del ciclismo, di avventure in bici che si intrecciano su salite lunghe e difficili che si inseguono una dopo l’altra. Sa di corridori che vanno in crisi e di classifica che tende a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che chiamare “tappone dolomitico”una frazione del Giro d’Italia come quella di oggi fa un po’ tenerezza. Tappone dolomitico sa di epica del ciclismo, di avventure in bici che si intrecciano su salite lunghe e difficili che si inseguono una dopo l’altra. Sa di corridori che vanno in crisi e di classifica che tende a stravolgersi, confermando chi sta bene e punendo chi incappa nella giornataccia.<br />
Una corsa col botto insomma, mentre la Cuneo Pinerolo di oggi sa di petardo un po’ umido. Due salite come il Moncenisio e il Sestriere che non hanno fatto poi troppi danni. E comunque troppo lontane dal traguardo per poter pensare ad azioni epiche.<br />
Nel ciclismo moderno puoi mettere anche una salita a tremila metri, ma se è a più di cinquanta chilometri dal traguardo serve a ben poco. In discesa si recupera troppo, ormai s’è capito. E sforzi da pagare con gli interessi nessuno che lotta per la classifica si azzarda a farli. Tant’è che poi queste corsette si risolvono nel finale. Tant’è che lo stesso Di Luca, oggi, ha paragonato la sua corsa come quella di una classica. E infatti ha vinto come in una classica: più con la tattica che con la forza.<br />
E le montagne del Giro finiscono qui. O quasi. Di arrivi in salita c’è ora Monte Petrano, che non penso farà tragedie e il Vesuvio. Ci sarebbe anche il Blockhaus che però è una tappa monca: nei chilometri e nella salita finale (di cui han tagliato gli ultimi chilometri, quelli più duri dove davvero poteva succedere qualcosa).<br />
Vedremo. La parola adesso sembra passare di più alle crono. Quella di dopodomani preoccupa per lunghezza e percorso. Pare che ci siano dei passaggi piuttosto pericolosi, e se i ciclisti si sono spaventati per le vie di Milano potrebbero non superare un percorso che pare sia davvero tortuoso in alcuni tratti.<br />
Finiscono così le salitone del Giro. Forse al mio giudizio negativo concorre anche il lavoro della Rai. Dopo aver coperto dall’inizio alla fine (su Rapisport Più) tappe teoricamente più insignificanti, oggi hanno pensato bene di prendere la linea nella discesa del Moncenisio (già scalato quindi) e darla via (per il Tg Sport) per buona parte del Sestriere.<br />
Chissà che alternativa? Sì, una partita di biliardo, registrata tra l’altro, di cui (perché alla fine avevo spento) non abbiano trasmesso neppure la fine. Neanche questa soddisfazione quindi…</p>
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