Da qualche giorno alcuni utenti dei programmi Microsoft Office si sono trovati con una sorpresa: una finestrella che li avvisa che il loro software non è originale e che quindi sono brutti e cattivi.
Microsoft ha cambiato decisamente politica. Da un «usatelo tutti a più non posso», si è passato al: «ok, adesso che ti sei abituato me lo compri».
Insomma, non è poi molto diverso dall’atteggiamento di chi va a regalare la droga ai ragazzini fuori scuola. Prima o poi ne chiedono il conto, giusto quando non se ne può più fare a meno.
Microsoft chiudendo tutti e due gli occhi sulle copie pirata del proprio Office ha ottenuto una diffusione planetaria dei propri programmi. Chi lo usa a casa poi si aspetta di trovarlo anche in ufficio. Con la differenza che gli uffici Office devono comprarlo perché, loro sì, sono anche controllati. A casa in fondo chi ti viene a controllare? Non conviene a nessuno. Mentre i programmi che si usano per lavoro…
Ebbene sì, ci sono ricascato. L’altro giorno ho comprato un MacBook, uno di quei computer bianchi candidi e con il sistema operativo lontano anni luce da Windows.
Ovviamente sono contentissimo e soddisfattissimo. Ovviamente non sono andato dove avevo comprato il vecchio Mac e se n’erano bellamente lavate le mani quando c’erano stati dei problemi.
Va be’, peggio per loro. Ma perché rinunciare a un computer che è una favola.
E allora eccomi di nuovo qui. Dove avevo lasciato. Anzi no, qui c’è Leopard, la nuova versione del sistema operativo Apple che, a dire il vero, forse è ancora un po’ giovane.
Però è divertente vedere come la Apple consideri il mondo windows. Guardate la schermata qui sotto. E’ la visualizzazione dei computer windows sulla rete locale. Hanno scelto una schermata a caso: quella blu del blocco di sistema. Simpatici.
Ecco la foto dello schermo (aprite tutto l’articolo se non la vedete)
Adesso viene fuori che il wireless è dannoso. Per la cronaca, ad essere dannoso è proprio la rete di computer realizzata senza fili, tanto che in quattro biblioteche di Parigi è stata disattivata per un mesto ritorno alle reti cablate.
Un disastro. E’ un disastro. Come definire altrimenti un’operazione costata 35 milioni di euro e destinata a chiudere? Non è normale che un sito costi tanto, non è normale che un sito abbia una progettazione lunga tanto tempo a quel prezzo faccia un buco nell’acqua così.
Soprattutto in parecchi hanno chiesto a più riprese conto di come sono stati spesi tutti quei soldi senza avere informazioni ma solo risposte evasive.
E quindi finisce così. Niente più portale Italia.it (poco male, vista la scarsità di visite che aveva rimediato), ma soprattutto chissà che fine hanno fatto quei soldi. Pazienza, peccato solo per quei 35 milioni di euro.
-
Cerca nel blog
-
Pagine
-
Categorie
- Attualità
- Bicicletta
- Cinema
- Computer
- fotografia
- gaia
- Generale
- Nessuna categoria
- Senza categoria
- televisione
-
Meta
-
Archivi
- Aprile 2008
- Marzo 2008
- Febbraio 2008
- Gennaio 2008
- Dicembre 2007
- Novembre 2007
- Ottobre 2007
- Settembre 2007
- Agosto 2007
- Luglio 2007
- Giugno 2007
- Maggio 2007
- Aprile 2007
- Marzo 2007
- Febbraio 2007
- Gennaio 2007
- Dicembre 2006
- Novembre 2006
- Ottobre 2006
- Settembre 2006
- Agosto 2006
- Luglio 2006
- Giugno 2006
- Maggio 2006
- Aprile 2006
- Marzo 2006
- Febbraio 2006
- Gennaio 2006
- Dicembre 2005
- Novembre 2005
papparappapparappà
Pubblicità...


