È stata rilasciata ufficialmente l’ultima versione del sistema operativo Linux Ubuntu. È un po’ che la sto provando sul “muletto” e devo dire che è decisamente un ottimo prodotto. Finalmente riconosce senza problemi i cellulari Sony Ericsson per l’utilizzo come modem (con la versione 9.04 c’era un bel po’ da combattere.
Non si tratta solo di comprare le cartucce dove costano meno, né di ricaricarsele da soli. L’idea, che viene dall’Olanda, interessa direttamente il meccanismo di stampa. Si tratta di installare una font speciale nel proprio sistema.
Spranq Ecofont è un carattere con spazi vuoti all’interno. La stampante legge questi vuoti e spruzza meno inchiostro sulla carta. Il risparmio è stato quantificato nel 20 per cento con questo sistema che è assolutamente gratuito.
Spranq Ecofont è in formato True Type (ttf) perfettamente compatibile con sistemi operativi Windows e Mac. Potete usarla in vari modi. O sostituendola al volo prima di stampare un documento oppure mettendola proprio come default nel programma di scrittura.
Io ho fatto qualche prova e il risultato è notevole. La normale carta che si utilizza nella stampante assorbe l’inchiostro e rende praticamente invisibili i microfori all’interno dei caratteri.
Ovviamente avendola appena installata non ho potuto valutare ancora il risparmio di inchiostro, ma la cosa promette bene e di sicuro… male non fa.
Il sito da dove scaricare la font è: http://www.ecofont.eu
Secondo me vale la pena di provare.

Ebbene sì, ci sono ricascato. L’altro giorno ho comprato un MacBook, uno di quei computer bianchi candidi e con il sistema operativo lontano anni luce da Windows.
Ovviamente sono contentissimo e soddisfattissimo. Ovviamente non sono andato dove avevo comprato il vecchio Mac e se n’erano bellamente lavate le mani quando c’erano stati dei problemi.
Va be’, peggio per loro. Ma perché rinunciare a un computer che è una favola.
E allora eccomi di nuovo qui. Dove avevo lasciato. Anzi no, qui c’è Leopard, la nuova versione del sistema operativo Apple che, a dire il vero, forse è ancora un po’ giovane.
Però è divertente vedere come la Apple consideri il mondo windows. Guardate la schermata qui sotto. E’ la visualizzazione dei computer windows sulla rete locale. Hanno scelto una schermata a caso: quella blu del blocco di sistema. Simpatici.
Ecco la foto dello schermo (aprite tutto l’articolo se non la vedete)

L’ultima versione, disponibile da ieri, di Open Office (la 2.3.1) ha aumentato notevolmente la velocità delle applicazioni della suite per l’ufficio open source.
Un bel passo avanti per un programma che non fa più rimpiangere il pur ottimo Microsoft Office che, però, ha il difetto di costare un (bel) po’.
E’ da parecchio, ormai, che sto usandolo non solo in ambito lavorativo e mi ci trovo sempre meglio. Ci vuole un po’ ad abituarsi ad alcuni comandi leggermente differenti, ma poi non manca per niente il “vecchio” Office.
A vantaggio di Open Office ci sono anche i comandi da tastiera che non sono unici come nel programma Microsft, ma allineati alla logica di altri programmi.
CTRL+S = salva
CTRL+P = stampa
e così via. Mica male.

Irfanview è un piccolo software perfettamente gratuito che permette di fare tutte quelle operazioni comuni sulle immagini per cui spesso si è convinti che non si possa fare a meno di programmi di elaborazione più importanti come Photoshop.
Irfanview è arrivato alla versione 4.10, se lo scaricate (da qui) non dimenticate di cercare anche i plugin (è un file autoistallante). E’ disponibile anche la localizzazione italiana, basta scaricare il file di lingua e metterlo nella sottocartella “languages” del programma.
Tanto per capirci Irfanview è dotato di browser per le immagini, può ridimensionarle, correggere il colore, correggere gli occhi rossi e tante altre cose. E’ leggero ed è in grado di leggere formati di file di moltissimi tipi. Utilissimo anche per convertire le immagini da un formato all’altro.
Insomma, da provare.