Dopo un giro in una Roma bollente stamattina abbiamo fatto un salto al Gianicolo, visto che era quasi mezzogiorno, a vedere il tradizionale rito del colpo di cannone. Curioso trovare due sodatesse ad armeggiare con quel cannone d’altri tempi e tirar quella botta fortissima che stupisce sempre. Al di là della curiosità, consiglio tutti quelli che passano per Roma a fare una passeggiata sul (fresco) colle del Gianicolo. Ne vale la pena, ma guardate l’orologio. Se è quasi mezzogiorno potrebbe prendervi un colpo!
Non so chi l’ha pensata, e non lo voglio neanche sapere. Non voglio sapere da che parte (politica) sia e non voglio sapere cosa gli giri nella testa. Ma chi ha solo immaginato il termine amnistia applicato all’affare calcio non è degno della società civile. Se poi chi ha pensato una cosa del genere è anche un rappresentante politico, bene: dovrebbe essere immediatamente cacciato dal suo posto e da tutti i privilegi. Non so nulla di politica, ogni volta che c’è da votare vado in crisi. Mi piacerebbe che il politico fosse una figura quasi divina: colui che sa cosa è meglio per il suo popolo e ne sappia interpretare esigenze e libertà. Un semidio appunto. Mica un cretino qualsiasi occupato solo dal proprio portafoglio. Su Wikipedia la politica è definita come l’arte di governare le società. I politici dovrebbero essere artisti. Non gli auguro di morire poveri come non lo auguro agli artisti. Ma dovrebbero pensare a un fine alto. Invece si guardano le scarpe.
Come quale mondiale, quello di calcio, no?
In Italia non esiste altro mondiale che si possa definire senza specificare lo sport. Il calcio È lo sport e non ne esiste altro al di fuori di esso.
Per chi tiferete a questo mondiale? Troppo ovvio dire l’Italia, dai.
Stavolta però direi che il mondiale si avvicina un po’ in sordina. Le ultime vicende hanno fatto venire un po’ di voltastomaco anche a chi vive di calcio. Oh, ancora non ho visto una bandiera in giro. Non è da italiani pallonari questo.
Però quest’anno ci sono anche le alternative. Gli Svizzeri, che con gli affari hanno fiuto, si sono inventati vacanze speciali per le “vedove dei mondiali”. Fanno degli sconti alle signore che si ritroveranno abbandonate dai mariti che da stasera e da lunedì (esordio della nazionale azzurra) avranno occhi solo per i campi di calcio crucchi.
Fantastica la pubblicità della Svizzera Turismo: “Donne, trascorrete l’estate dei Mondiali là dove gli uomini si occupano meno di calcio e più di voi: per esempio sulle montagne svizzere”.
Il riferimento alle montagne svizzere c’è solo per salvare la faccia, ma si promettono (neanche tanto sottintesi) ben altri passatempi. Quattro giovanottoni gagliardi ammiccano, selvaggi e un po’ sudati, dalle pagine del sito www.myswitzerland.com.
Mica scemi ‘sti Svizzeri.
E l’iniziativa è stata subito copiata anche in casa nostra con proposte mirate a chi del calcio non ne vuol sapere (oh, esistono anche queste persone).
E voi che farete?
Potrebbe essere l’occasione per un giro in bici su strade deserte!
Antonios è un ciclista greco che vive a Ischia. Ha partecipato a diverse granfondo e mi scrive alcune interessanti considerazioni:
Ciao Guido,
complimenti per il tuo blog sulle granfondo!! Non ne posso più. Sull’ultima granfondo del Conero partivo da dietro, eravamo 3 griglie separate da cancelli. All’apertura c’era gente che scavalcava marciapiedi per passare ed una volta partiti si facevano manovre spericolate. Dopo un po’ ho visto sulla
strada una bicicletta rotta ed un atleta dolorante. Alla 9 Colli ho visto gente in 4millesima posizione buttarsi giù in discesa ad oltre sessanta all’ora. Cosa pericolosa visto i 10.000 ciclisti sparsi per la strada…
Che fare? Ecco le mie idee
1) Niente cronometraggio
2) Magari partenza alla francese e timbro manuale ai posti di controllo come fanno in Belgio.
3) Premi a sorteggio
4) Parla con il tuo direttore : Prestigio Cicloturismo, lotta per entrare in lista rossa e partire davanti come prestigioso negli anni avenire con inevitabili rischi e cadute.
E’ da vedere se piace però…
Al Conero c’era la partenza alla francese ma l’hanno scelta in pochi, io personalmente perchè non sapevo il percorso.
D’altra parte le cicloturistiche dietro la macchina a 25 all’ora sono pure noiose. Importante comunque non fare classifiche.
Ma qui sono i soldi ed il doping. Certi atleti qui al sud sono tutti dopati perchè con i vari premi si fanno un stipendio…
Mi dicono che Rumsas guadagni più con le granfondo che da professionista….
Mi scrive Francesco:
“Lo sport agonistico non ha più senso di esistere. Dopo il Moggigate, sabato anche il ciclismo è stato catapultato nel calderone dei risultati decisi a tavolino per interessi economici. Al termine della tappa, un Gilberto Simoni non particolarmente avvezzo alla diplomazia e visivamente infastidito dal declino che non concede possibilità di ritorno, ha scoperchiato il vaso di Pandora degli “accordi” pretraguardo: “Basso mi ha chiesto 20.000 Euro per vincere la tappa”. In un secondo sono crollati decenni di imprese del pedale. Il dubbio ha avvolto ogni momento eroico del ciclismo, tanto a colori quanto in bianco e nero. Nulla sembra più reale, nemmeno la fatica. Il trucco c’è e ora lo si è visto chiaramente.
Il motivo, alla fine, è sempre lo stesso: i soldi. Gli sponsor hanno fame di campioni e di vittorie per veicolare il loro brand e i nuovi prodotti, e non importa a che prezzo. Serve una vittoria per lanciare il nuovo climatizzatore al pino silvestre o l’innovativo yogurth al bifidus maccheronicus? Otteniamola! Tutte le vittorie a quanto pare hanno un prezzo, basta stabilirlo. E in confronto ai budget pubblicitari milionari, sono davvero briciole.
Tra pochi giorni inizieranno i mondiali di calcio in Germania, l’evento sportivo più seguito al mondo. Mi chiedo quale sponsor alzerà in cielo la coppa, forse proprio un’azienda di insaccati.”
Hanno scoperchiato il vaso di Pandora ed ora, i venti di bufera, sono partiti per ogni dove. È quello che sta succedendo nel calcio, da un’intercettazione che si è cercato di far passare quasi per normale qualcuno stavolta ha deciso che non si poteva mettere tutto a tacere (come è stato per il doping) e le verifiche hanno iniziato ad allargarsi andando a scoprire una rete sempre più fitta che sta tirando dentro tantissime persone di cui, comunque, è sempre da dimostrare la colpevolezza (vale sempre la presunzione di innocenza fino a prova contraria, non dimentichiamocene).
Questo pasticcio del calcio, però, ha un precedente illustre: tangentopoli. Non perché ci siano legami di sorta, ci mancherebbe. Ma semplicemente perché è un altro “caso” si cui ci si stupisce pur essendo presente nel parlare quotidiano. Chi non ha mai sentito dire che certe squadre comprano le partite?
Certo, tra lo sfottò e la giustizia la differenza è enorme e non bisogna fare confusione, ma certi episodi hanno gettato più di un dubbio e non è una novità.
L’aspettativa, a questo punto, è che si dia un colpo di spugna forte e violento per lo meno da spazzare via il marcio peggiore. Poi a cambiare le teste ce ne vorrà ancora di più. Soldi e sport sono una miscela altamente infiammabile e di scintille ce ne sono tante. Ma l’importante è migliorare, o almeno provarci. Basta non fare finta, sarebbe già qualcosa.
Dico, vado sul sito della Gazzetta, sezione ciclismo, per vedere cosa dice il giornale organizzatore del Giro che parte oggi.
E che trovo? Un articolo di costume sui politici del parlamento europeo.
Va be’ che il Giro parte dal Belgio, che l’inviato della Gazzetta chissà quante belle cose ha visto e sta vedendo in questi giorni… ma parlare di ciclismo no?
Scriva pure i suoi articoli casalinghi ma il ciclismo che c’entra?
Un articolo di contorno sul ciclismo pesava troppo?
E non che manchino gli argomenti eh: sta per partire il Giro!
Almeno lo avessero messo da una parte, un po’ defilato, e invece è quello che svetta in prima pagina sopra a tutti (peraltro anche con un difetto all’immagine che non viene visualizzata – ma a quello diamo il beneficio del problema tecnico).
Poi ci lamentiamo che il ciclismo è messo da parte, ma se lo trascurano anche quelli che avrebbero tutto l’interesse a portarlo avanti…
Eccolo qui, come per magia e dopo anni (e anni) di lavori, litigi, commenti di autorevoli (?) artisti e capoccioni vari, si inizia finalmente a vedere il nuovo monumento dell’Ara Pacis a Roma. Eccolo come si presentava questo pomeriggio. Dentro è già stato inaugurato, ne hanno parlato un po’ dappertutto e anche con dovizia di immagini, però mi chiedevo come fosse fuori. Detto fatto: ecco due foto scattate al volo.
E’ una costruzione imponente e dall’aria, a mio avviso, un po’ troppo moderna per il contesto in cui si trova. E’ la Roma storica quella che c’è intorno e questo… casermone stona un po’. Anche quello che c’era prima non era il massimo, però non so quanto la città ci abbia guadagnato.
Girando al largo da discorsi politici (non credo ci sia qualcuno con la coscienza pulita) direi che la città avrebbe potuto sfruttare meglio tutti quei soldi che si sono andati sprecando nel sovrapporsi dei progetti.
Periodo di dichiarazioni dei redditi, da un po’ di tempo sul sito ho messo il logo di un’associazione collegato a un link che indica come sostenerla girando ad essa il 5×1000 che, da quest’anno si va ad aggiungere (non a sostituire quindi) all’8×1000 già conosciuto.
L’Associazione Psicologia Insieme Onlus è stata costituita da mia moglie assieme a due colleghe e si occupa di psicologia in vari ambiti.
Il sito dell’associazione è questo: www.psicologiainsieme.it e, benché giovane, l’associazione ha già al suo attivo un bel curriculum di lavori svolti. Ovviamente, trattandosi di una Onlus è rivolta al sociale con servizi di sostegno che mirano ad essere autofinanziati. Il 5×1000 è un contributo utile e se volete collaborare… andate a questo link!
Grazie a tutti
Mi scrive Christian, dalla provincia di Frosinone:
«Volevo esporti una mia curiosità. Oggi (26 aprile 2006, ndr) è arrivato a far tappa dalle mie parti il giro delle regioni. Mi ha stupito l’armamentario della squadra Algerina. Finita la tappa ho avuto tempo di vedere bici e scambiare qualche chiacchiera con gli atleti, dove riuscivo con la lingua.
Guardando le bici dei ragazzi tunisini, era netta la differenza di modernità con gli altri, specialmente gli Italiani. Beh le loro bici erano un po’ malandate e tutte diverse, i telai erano tutti graffiati e vecchi e il cambio per alcuni era addirittura un modello Campagnolo dei primi anni 90 credo, con le manopole anche molto usurate, attacchi manubrio vecchio modello (all’ingiù) con la cromatura oramai andata… Beh Eppure quei ragazzi fanno fatica alla vecchia maniera, anche dal punto di vista alimentare, visto che mentre altri non facevano altro che versare bustine nelle borracce, loro sei tagliavano banane, mela e condivano la macedonia con una goccia di vodka alla mela verde… GRANDE ALGERIA !!!! Questo fatto mi ha emozionato moltissimo, visto che il ciclismo è fatto anche di queste cose. Ciao Christian»
Che dire, c’è poco da aggiungere a parte il ringraziamento a Christian per averci riportato questo spaccato di ciclismo “eroico” all’interno del nostro ciclismo ultramoderno. In fondo quello che dimostrano i ragazzi che ha incontrato Christian è che si può pedalare anche oggi (e a buon livello) pur senza sfruttare la tecnologia moderna. Mi associo all’applauso, ma spero anche che qualche costruttore di biciclette si accorga delle nazioni dove il ciclismo cerca di sbocciare e magari investa qualcosa. Non serve mica tantissimo in fondo.