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Una bandiera e un nome: un mito

Ora la guardo noisamente la Formula 1, ma certo era affascinante una volta. E fa effetto ritrovarsi davanti questa macchina. Da vedere da vicino e da toccare. Rendersi conto che quell’abitacolo è stretto come la cabina di un caccia della Seconda Guerra Mondiale e il sedere sta così in basso che se allunghi un dito lo consumi a terra. E questo ci andava a più di trecento all’ora. Mica che ora sia diverso. Ma quello era Ayrton Senna.

 

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