Elettronica, ecco Shimano
10 marzo 2006
La ditta orientale inizia anche lei a seguire il mercato. O meglio, a lavorare per non rimanere indietro.
E’ così che proprio pochi giorni fa è stato avvistato alla Parigi Nizza un cambio elettronico montato su una bicicletta del team Gerolsteiner. Si tratta di un progetto avviato da poco ma sul quale in Shimano c’è, per ora, il massimo riserbo.
Cambio e deragliatore sono comandati da un sistema elettronico posto direttamente nelle leve dei freni così come avviene tutt’ora con comandi meccanici. Al posto di cavi e leve ci sono interruttori e fili elettrici che comandano dei piccoli ma potenti elettromagneti in grado di generare la potenza necessaria a far deragliare la catena da un rapporto all’altro.
Il sistema prevede un display nella parte più alta del poggiamani che indica il rapporto inserito e il livello di carica della batteria. Questa è posta in uno scatolotto in prossimità del deragliatore anteriore.
Il progetto è un derivato diretto del gruppo Dura Ace tanto che il cambio non si discosta molto dal modello di serie presente sul mercato. C’è, però, in più una parte posteriore più massiccia che contiene il sistema di azionamento elettronico.
Nient’altro è dato sapere, ad oggi, né ci sono foto ufficiali in giro. Le uniche disponibili (che mi risulti) sono quelle pubblicate sul sito Cyclingnews.com a questo indirizzo.
Qui è possibile vedere anche un nuovo pedale che pare essere l’evoluzione dell’attuale modello Dura Ace.
Shimano, quindi, si allinea all’idea già proposta da Mavic prima e da Campagnolo poi. In realtà la ditta vicentina è da qualche anno che ha in canna il “colpo grosso”, ma per ora si è fermata a livello di sperimentazione nell’attesa di definire tutti i dettagli per poter immettere sul mercato un prodotto completo e affidabile.
Staremo a vedere. Intanto ci piace interpretare questa novità Shimano come un segno dei tempi che passano. Sembra definitivamente tramontato il periodo in cui la ditta orientale andava dritta per la sua strada a costo di lasciare un gruppo sul mercato per tanti anni e senza modifiche.
Voci sempre più insistenti sembrano smentire anche la fedeltà all’alluminio per le guarniture pur dopo aver dimostrato, dati alla mano, che il sistema Hollowtech II fosse più rigido rispetto alle soluzioni in carbonio. D’altra parte se il mercato vuole un prodotto bisogna darglielo, pena il rischio di perdere terreno prezioso rispetto a concorrenti agguerriti.
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