Notizie sulle Recumbent

14 Febbraio 2007

RecumbentSono delle bici sulle quali si pedala sdraiati. In effetti non hanno molto in comune con una bici normale e, ovviamente, non rientrano in alcuna normativa ufficiale. Però sono un modo, a pedali, di muoversi. Mi è capitato di parlarne per via epistolare con un lettore del sito che mi ha riportato la sua esperienza chiarendomi anche qualche dubbio. Ecco le sue interessanti impressioni:

Scrive Giacomo da Tarquinia (Vt):

“Da circa quattro mesi non sono più un ciclista “ortodosso” ho scelto di acquistare una reclinata (slyway). La bici in questione viene fabbricata da un italiano “Stefano Bonazzoli”. La decisione di acquistarla è maturata dopo un periodo di prova di un mese, in cui la bici era a noleggio. Sono estremamente soddisfatto dalla mia scelta, andare in recumbent è tutto un altro divertimento, si macinano chilometri senza accusare nessun dolore, se non fosse per le gambe stanche per il pedalare direi che si smonta “rinfrescati”.

In circa 2 mesi ho macinato 2000 km circa e fatti da uno che non ha mai amato fare troppi chilometri… troppa noia trppo “dolore”. Mi chiedo perchè non si parla di questi bici, anche se esulano dalla forma classica a diamante ti assicuro che il “vero” gusto di pedalare è proprio qui, certo se sei un agonista non sono certo la scelta più adatta, anche se ti assicuro la mia va che è una bomba, ma per un
amatore/cicloturista sono una alternativa veramente valida (provare per
credere)”.

“Io non ho problemi fisici particolari… La mia scelta è stata dovuta più alla curiosità che altro. Mi era capitato durante alcune uscite in bici di incrociare “benter” carichi fino “all’inverosimile” che sembravano pedalare senza problemi anche in strade piuttosto strette e trafficate… di qui la mia curiosità nel provare questo tipo di bici. Già da qualche tempo stavo cercando il modo di fare una vera “prova”…. fino a qualche mese fa infatti ero solo riuscito a pedalare su una challenge ma solo per pochi minuti… un tempo che non mi era stato sufficiente per farmene un giudizio. Essendo un tipo che non demorde facilmente ho continuato a cercare, ho anche pensato di fare un “vacanza” in Olanda proprio per togliermi il dubbio. Per caso mi sono imbattuto nel sito di Stefano “Slyway.com” che per mia sorpresa produceva e produce delle bici mica male. L’ho contattato e lui da bravo imprenditore non si è lasciato sfuggire un possibile “cliente” , mi ha incuriosito la sua disponibilità tanto che dopo qualche settimana l’ho incontrato a Cremona. Dopo alcuni minuti per fare la sua conoscenza siamo andati al sodo mi ha fatto provare una delle sue bici. Come avrai notato i primi tentativi su una reclinata possono essere un po “deludenti” per un ciclista normale, così ancora indeciso sull’acquisto ci siamo accordati su una soluzione temporanea il noleggio. Tornato a Tarquinia il giorno successivo ho fatto la mia prima uscita su strada (piuttosto trafficata) non ti nascondo che è stato quasi un incubo, difficile le partenze, complicato andare diritto,in salita mi sembrava di morire. Sono anche caduto, fortunatamente cadere da una reclinata non è cosi “duro” come cadere da una bici normale. Il primo istinto è stato quello di restituire immediatamente quell’accrocco. Ho voluto tentare ancora, il secondo giorno è stato molto meglio, ho affrontato un giro di 60 km, senza allenamento, tornato alla base mi sono accorto di non essere per nulla stanco e di aver guadagnato circa 10′ dal tempo che generalmente faccio a fine stagione con la mia normale bici. Nei giorni successivi ho inanellato alcune uscite da 100 e più km con salite di 15 - 20 km (6/12%) per provare la bici e la mia resistenza… il risultato…. l’immediata decisione di comprarla. Ovviamente la bici che avevo ricevuto in prova anche su mia richiesta era la più economica, gruppo da mountain bike 28/32/42 30-11… forcella ammortizzata molto economica per un peso totale di circa 16kg. La mia scelta è caduta su un modello “migliore” (circa 2500€) in pratica me la sono fatta assemblare secondo le mia “necessità” (trovi la foto in allegato… dimmi se non ti piace). Se quella in prova mi aveva stupito il mio acquisto si sta dimostrando ancora migliore, fatta eccezione di qualche imperfezione “di gioventù”. Ora vengo alle tue perplessità:

A pedalare nel traffico e nelle strade fuori città come ci si trova?

“Il traffico di per se non è un problema… una volta capita la bici si comporta come una normale due ruote con il vantaggio di un baricentro più basso…. Fuori città si gode appieno delle doti di una recumbent la vista è panoramica il relax completo… anche qui il traffico non è un problema (io vado normalmente su strade come la cassia vecchia e l’Aurelia.. strade con un intenso traffico di macchine e TIR) anzi il fatto di essere sdraiato attira attenzione e rispetto, le macchine ed i camion si spostano e non mi sfiorano come spesso mi succede con la bici normale. Un punto dolente sono invece i semafori… infatti le partenze sono il lato “negativo” di questi mezzi, ti confesso che anche dopo 4 mesi mi sento ancora impacciato anche se ho acquistato la “tecnica” sufficiente per trarmi d’impaccio.

Affrontare una curva in velocità è facile o occorre rallentare più che in
una bici tradizionale?

“Se parli di curve e magari di curve in discesa le reclinate sono un “missile” il baricentro basso le pedivelle alte ne fanno delle macchine da discesa… mai andato così forte… frenare… anche se ho i freni a disco non ci penso nemmeno… più di una volta mi è capitato di non poter essere superato dalle autovetture che alla fine della tortuosa discesa o mi fotografano o si fermano più avanti per vedermi beni… Come ti dicevo a frenare prima delle curve non ci penso proprio specialmente dopo la fatica che si fa in salita, anzi continuo pedalare a tutta visto che non si corre il rischio di urtare con i pedali a terra. In realtà in salita non si fatica di più si va (anzi vado visto la corta esperienza sul mezzo) più lentamente circa 3 - 4 km h.

Questa perdita di velocità è quello, insieme con una perdita di agilità (circa 10 rpm in meno, sono passato da 90 - 95 rpm a 80 - 90 rpm) che mi rimane oscuro…. Pensavo che a parità di peso dell’insieme bici/pilota la velocità espressa come media in un tratto di salita non dovesse essere molto diversa, ma mi sono dovuto ricredere, come di dicevo su pendenze pedalabilissime perdo circa 4 km h che è poi la velocità in più che si acquista in pianura, mentre il vantaggio in discesa si può attestare sui 10 - 20 km h.
In conclusione io torno a ripetere che le reclinate sono le “vere” bici da cicloturista, da chi cioè senza velleità agonistiche vuole godere a pieno delle potenzialità di una bicicletta. Visto che anche tu ti cimenti in uscita “amatoriali” permettimi di darti un consiglio, oltre a ringraziarti di quelli che tu dai a me e agli altri appassionate delle due ruote.
PROVA UNA RECLINATA ma tiella per almeno una settimana.

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17 Comments Aggiungi il tuo

  • 1. Domenico  |  22 Febbraio 2007 at 14:10

    Leggendo quello che ha scritto sulle bici reclinate Giacomo da Tarquinia, mi viene da fargli una domanda:
    Visto che queste bici sono adatte essenzialmente per il cicloturismo, e visto la difficoltà in partenza di questo tipo di bici, perchè non hai optato per una “bici” a tre ruote? Penso che siano più comode, possono essere caricate a piacere, ed inoltre ai semafori non c’è bisogno di poggiare i piedi a terra.

  • 2. giulio  |  8 Marzo 2007 at 21:51

    Affermare che le reclinate non sono disciplinate da nessuna normativa è una cavolata intergalattica.
    La federazione di ciclismo IHPVA organizza competizioni con queste eccezionali biciclette, tanto che il record dell’ora è di 86 km orari (UCI 49) e quello sui 200 metri lanciati di 131 orari (UCI 74 scarsi).
    Le federazioni nazionali associate sono 12; auspico che i costruttori italiani di queste biciclette, costuiscano una federazione nazionale italiana.

  • 3. GuidoRubino  |  9 Marzo 2007 at 09:54

    Ringrazio Giulio per le informazioni. Per chi fosse interessato segnalo il link del sito IHPVA

  • 4. cybertuareg  |  9 Marzo 2007 at 23:23

    Se posso permettermi di dare un piccolo suggerimento, la mia tecnica di partenza è enormemente migliorata con l’uso dei pedali bloccati, che oltretutto non avevo mai usato neanche su una bici normale. Pedale destro subito in spinta e richiamo : anche se non agganci subito il sinistro vai ugualmente via sicuro!
    Io ho una Baron da tre settimane e ormai mi trovo a mio agio anche nel traffico tanto che penso di farne il mio mezzo di trasporto ufficiale sia per la citta’ che per i viaggi.
    Peccato che a frenare il mio reclinato entusiasmo sia sopravvenuta la rottura dello sterzo (per fortuna durante un trasporto)!
    Appena risolto, metterei in cantiere una pedalata verso quel di Tarquinia…

  • 5. roberto  |  14 Aprile 2007 at 21:31

    Salve , sono molto interessato all’argomento recumbent , chiedo a chi fosse esperto in merito , un parere ed eventuali consigli sulla Radius C4 touring , pregi e/o difetti , grazie , roberto

  • 6. Stenghel Stefano  |  21 Aprile 2007 at 19:34

    Ciao a tutti sono contento di leggere i vostri messaggi per me rappresentano delle confortanti conferme .Sono partito con grande enusiasmo a settembre e nel giro di qualche mese sono riuscito a costruirmi una bent con manubrio sotto la sella.Tutte le difficoltà da voi elencate si sono presentate puntualmente (appena salito sono caduto). E’ come imparare per la prima volta ma con la volontà e la pratica ora sono in grado di affrontare le situazioni piu’ difficili.
    Abito a Milano e spesso vado lungo il corso del Naviglio Martesana fino a Cassano D’Addda (circa 80KM a/r) .
    Il raffronto con le bici “normali” non c’è neanche , meno dolori nei soliti posti più piacere nella guida e , perchè no, nella pedalata.
    Ora stò studiando un sistema per allungare le pedivelle per avere più potenza e spingere un rapporto più duro.
    Buona bent a tutti ciao

  • 7. Tiberio  |  21 Aprile 2007 at 22:22

    Ciao a tutti,
    mi chiamo Tiberio, sono un bent-rider, ho 39 anni e da una quindicina d’anni progetto e costruisco recumbent.
    Ho letto le vostre discussioni.
    Posso assicurarvi che le recumbent hanno delle ottime prestazioni sia in pianura che in discesa.
    In salita sono un po’ penalizzate, si deve lavorare molto con i rapporti non potendosi sollevare sui pedali.
    Per quanto riguarda la sicurezza, lascio pensare a voi: in caso di impatto, è meglio avere i piedi davanti o la testa ? (tenete anche presente che in caso di scivolata laterale, l’impatto con il suolo è inferiore rispetto ad una bicicletta convezionale).
    Per ciò che concerne il confort, le selle usate sui miei modelli sono ergonomiche e correttive, studiate per ottimizzare e distribuire il carico su tutta la colonna vertebrale.
    Inoltre, non è assolutamente vero che per acquistare una reclinata di buona qualità bisogna spendere molto: i miei modelli partono da € 990,00 al pubblico.
    Per ulteriori informazioni vi invito a cliccare su http://www.trevi-bike.com dove troverete foto e materiale informativo sul mondo di queste biciclette.
    Sono comunque a vostra disposizione per qualsiasi curiosità vogliate sottopormi.
    Se volete venirmi a trovare, sarò lieto di farvi provare i miei modelli (naturalmente senza alcun impegno) e magari farci un “sgambata” insieme.

    Saluti a tutti.

    Tiberio

  • 8. GuidoRubino  |  22 Aprile 2007 at 00:48

    Molto interessante Tiberio,
    grazie della tua segnalazione!

  • 9. Giacomo  |  10 Giugno 2007 at 12:04

    Come “iniziatore” del topic sono molto contento delle reazioni….Ringrazio Guido Rubino per lo spazio che ci consente di avere sul suo sito e soprattutto per la sua passioni per i mezzi a due ruote.
    Questo voule essere un consuntivo anche se non definitivo sulla mia esperianza in “reclinata”… Dopo ormai 8 mesi sulla mia enjoy non ho più problemi nelle partenze, nel traffico… in salita poi comincio ad andare abbastanza bene … sono più i ciclisti “tradizionali” che supero che quelli che passano me… Comunque vorrei sottolineare che sempre di bicicletta si tratta… le prestazioni sono molto condizionate dallo stato di forma… che però si acquisisce con molta facilità dato il “confort” che accompagna ogni uscita… Mi stupisco che chi corre e qundi macina migliaia di chilometri ancora non si sia reso conto che tipo di allenamento può ottenere da una reclinata… si pedale concentrando lo sforzo sulle gambe… per il resto c’è completo relex.. Ripeto si scende da 4-5 ore di pedalata senza accusare nessun effetto tranne per i muscoli che lavorano.. Senza criticare troppo il mondo del “diamante” sarebbe meglio che i ciclisti prima di esprimere commenti, me ne sono capitati di tutti i colori, facessero come me … provassero un bent… Ma non per andare contro “Tiberio Trevisan” i cui prodotti ammetto di non conoscere… io consiglio ma questo vale per tutti gli sport di orientarsi nella scelta con un prodotto di buona qualità …. il che generalmente vuol dire non proprio a buon mercato…ma quando si parla di sport le attrezzature non solo ti rendono piacevole l’atttività (fatto importantissimo) ma ti permettono di svolgerla in sicurezza e tranquillità…
    Poi una bici puo durare anche più di 10 anni ed un investimento di 2′000 -3′000€ si può anche fare… Certo per chi vuole il massimo in fatto di riduzione di peso ed estrema qualità ci sono molitissime scelte….
    In conclisione ben o tradizionali RE-impariamo a pedalare ne avremo vantaggi noi e l’ambiante..

    Giacomo

  • 10. Rahab  |  30 Luglio 2007 at 00:47

    Senza “andare contro” a Giacomo e a Tiberio (che conosco tra l’altro personalmente e stimo), aggiungo che già con circa 500/600 € si può entrare nel mondo parallelo delle reclinate con grande soddisfazione. Utilizzo da circa 2 anni una Roadbike Custom (che ho contribuito a sviluppare) e che all’epoca pagai 420€. E’ una reclinata molto facile, che però risulta comoda ed efficente come le altre della famiglia. Cosa si perde spendendo un po’ meno e rivolgendosi ad una bent meno estrema?
    Essenzialmente si perdono a mio giudizio una manciata di km/h di velocità; questo per lo meno è ciò che ho osservato personalmente nei raduni per reclinate. In soldoni, visto che la Custom è meno distesa rispetto ad altre, invece che viaggiare a 25km/h, si andrà a 23 (o giù di lì: all’aumentare della velocità, ovviamente il divario cresce).
    Ma la comodità delle bent rimane e ciò è il più grande vantaggio che esse hanno sulle bici tradizionali.
    Per completezza, vi dò quindi anche il link della Roadbike: http://www.roadbike.it.

    Un saluto a tutti,
    Rahab

  • 11. Fabio  |  14 Agosto 2007 at 07:11

    Aiuto !!!
    ho fatto il mio primo viaggio, Assisi - Slovenja con una bici MTB atrezzata da strada è stato bellissimo però mi fa tutto male cosi ho deciso il prossimo viaggio lo farò con una reclinata e qui comincia il dilemma ! aiuto ancora passo lungo ,passo corto , ruota 26 dietro -20 davanti , alta bassa ammortizzata , e cosi via di tutto di più gradirei sapere cosa serve e cosa porta quale il tipo giusto da comperare dove si possono trovare evventualmente provare ( UMBRIA ) ringrazio per una o più risposte e oppinioni
    saluti Fabio

  • 12. Giacomo  |  15 Agosto 2007 at 20:52

    Come avrai già letto io ho un Slyway (passo corto, ruote da 26 come da foto)… E’ la mia prima “bent” per cui data la mia esperienza limitata prendi il seguito con beneficio di inventario. Per quello che sono riuscito a capire nel mio percorso per l’acquisto della reclinata “perfetta” per me e le nostre strade le LWB (long wheel base) non sono proprio adattissime alle nostre situazioni; sebbene sono quelle che risultano più facili da imparare a condurre risultano un po ingombranti nel traffico… io ti consiglierei senzaltro una SWB (short wheel base) come la mia per intendersi…. Per quel che riguarda la scelta della dimensione delle ruote, per quello che ho potuto capire, ruote piccole generalmente significano una distanza a terra della seduta minore per cui se sei piccolino (io sono 172cm e non ho problemi con la mia) troverai poggiare il piede a terra più semplice…. le ruote piccole poi si accelerano più facilmente = bici più rapida e più “nervosa” in discesa… La mia non è ammortizzata ma se devi viaggiare forse una ammortizzata e meglio più confort ma anche più peso…. quello che ti suggerisco se hai in progetto di fare tanti chilometri è di scegliere un USS (under seat steering) sicuramente più comodo del ASS (above seat steering), quella che ho io per intendersi… Altro discorso sarebbe da fare per quel che riguarda le prestazioni dove vale il principio di meno attrito (posizione più aereodinamica) … meno peso + prestazioni in pianura salita e discesa…. Veniamo alle dolenti note la prova…. Io ho avuta la fortuna di incontrare Stefano Bonazzoli che mi ha concesso in “noleggio”un bici… “slyway enjoy” io poi ne ho scelta una un po piu performante… di altri non ti so dire…. Visita il suo sito Slywayprojects.com … contattalo… alcuni dei suoi clienti tra cui io hanno aderito al progetto “network” ci siamo resi diponibili a far provare le nostre bici a chi ci contatti misure fisiche permettendo…. le slyway come quasi tutte le bent hanno il “boom” (parte anteriore) allungabile ma il vincolo è dato dalla catena che non si può accorciare od estendere più di qualche centimetro data la tolleranza del deragliatore posteriore…. Non conosco altri produttri in italia… sicuramente da visitare è il sito della challenge (www.challengebikes.com) e quello della ligfietsen (www.m5-ligfietsen.nl/)…..

    Ps: Se hai in progetto di viaggiare sentiamoci anchio ho quache idea in proposito…..)

  • 13. Tiberio  |  18 Ottobre 2007 at 19:57

    Se vuoi conoscere meglio questo mondo

    http://it.groups.yahoo.com/group/bici_reclinate_italia

    puoi trovarci idee, opinioni, consigli ed altro

    Tiberio

  • 14. enrico  |  11 Novembre 2007 at 12:10

    Una puntualizzazione: vado in reclinata da più di due anni. La sensazione che ho è che il vero handicap di questa bicicletta non sia la salita in sè (i miei tempi di percorrenza media non sono aumentati, anzi, più strada si fa, meno tempo ci si mette rispetto a una bici tradizionale anche in salita), ma l’accelerazione alle basse velocità: dove ci sono continui cambi di pendenza si soffre abbastanza, mentre dove la salita è costante si tiene tranquillamente il passo degli altri ciclisti. Ho fatto qualche gf in reclinata e mi sembra che il n. di quelli che mi superavano fosse uguale, se non minore, a quelli che superavo io, a parte i tratti prossimi a uno scollinamento, dove gli altri alzandosi sui pedali mi lasciavano indietro.
    Anche Giacomo dice che dopo 8 mesi di reclinata comincia ad adnare anche in salita…

  • 15. cargninflavio  |  1 Marzo 2008 at 10:20

    Salve,io faccio granfondo con una bici tradizionale in carbonio e super leggera.Sapete noi ciclisti tradizionali siamo amanti del minor peso del minor attrito e di tutto quello che ci fa andare un pò di piu.Tengo a precisare che non sono un che va veramente forte,ma do sempre il massimo e quindi arrivo abbastanza pezzi.Mi sono inbattuto per caso nel sito Slyway e mi sono innamorato di queste bici.Ora vi chiedo secondo voi sono adatte a fare granfondo cioe gare di anche 200 km e 5000 metri di dislivello?Dove potri provarne una? io abito in Valsusa vicino a torino.Grazie e buona pedalata.

  • 16. Giacomo  |  1 Marzo 2008 at 21:40

    Le reclinate sono delle macchine da gran fondo per definizione …. più strada si fa più il vantaggio rispetto alle bici tradizionali si fa sentire… Il maggior pregio delle recumbent sta proprio nella loro comodità… in effetti quando pedali gli unici gruppi muscolari che si mettono in funzione sono qulle relativi alla pedalata… Per quel che riguarda le salite… si parla sempre di mezzi con propulsione a pedale ergo si fatica una “cifra”…. si soffre… si sbuffa e si suda. Se hai letto i post precedenti ti sarai reso conto che il peso non favorisce le reclinate in salita…. ma io insisto sul confort che aiuta nelle lunghe distanza… se vuoi maggiori informazione ti invita a contattare STEFANO BONAZZOLI web master del sito Slyway nonchè produttore delle suddette bici… Lui le gran fondo se le fa tutte…. sono sicuro che sarà felice di darti tutte le informazioni che cerchi e magari anche una mano a provare una delle sue creazioni…. Se fossi in te controllerei anche nella sezione “NETWORK” del suo sito per vedere se c’è qualche possessore di slyway nella tua zona disponibile a fartela provare…

    Giacomo

  • 17. Luca  |  5 Luglio 2008 at 23:34

    Ho una GALAXY di Tiberio da poco più di una settimana, cargninflavio, se sei in Valsusa come me puoi andare a Carmagnola a provare la differenza. E provare, provare, ci son mille modelli, io il mio l’ho trovato, ora devo farmi solo le gambe!
    Ho comprato una bent usata, così ho speso molto poco e al prossimo acquisto saprò meglio cosa fa per me (anche se questa mi sembra il top).
    Io non sono mai stato un ciclista, perchè odiavo i sellini.
    Trovassi un cavalletto centrale, ci dormirei sopra.

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