Il punto sulle Fiere 2007
18 Novembre 2007
Il risultato era scontato. Eurobike ha battuto Eicma. Il punteggio? Ditelo voi che io ho paura di essere impietoso.
Erano mesi che andava avanti il balletto del “ci sarò-non ci sarò” messo in scena dai possibili espositori. Ad un certo punto era sembrato addirittura che fosse decisamente “in” dire “non vado a Milano”. Una sorta di dichiarazione di forza: non ho bisogno di andare a Milano per il mio business.
Sarà, ma i numeri hanno dato ragione ai critici dell’Eicma. Pochi i padiglioni dedicati alle biciclette. La metà dell’anno scorso, e se considerate che uno di questi era, per metà, occupato dalla pista di Bikes4Show, il conto è presto fatto. È vero che gli stand erano mediamente più piccoli di quelli dello scorso anno, ma la situazione non cambia poi di tanto.
Una cosa va detta a favore dell’Eicma: quando l’anno scorso l’Ancma chiese ai propri associati di votare una data per la Fiera 2007 la maggioranza si mostrò compatta per andare a novembre. È con questo che Costantino Ruggiero, responsabile Ancma, si è difeso alle critiche di questi mesi.
Sta di fatto che impostare una fiera a novembre allo stesso modo di come la si imposta a settembre sa un po’ di suicidio. Ed è quello che puntualmente è avvenuto. La gente in giro per gli stand era poca. La pista è stata una bella idea, senza dubbio, ma costruita rapidamente com’era la capienza era molto limitata. Nelle fasi clou degli spettacoli gli spalti si riempivano in un attimo e gli altri restavano fuori.
Il giudizio però è positivo. Da ripetere in futuro con delle migliorie.

E poi? Troppo poco per un biglietto pagato 18 euro. Vero che in caso di noia bastava affacciarsi nel settore moto per scoprire un mondo completamente diverso e accattivante. Ma gli appassionati del solo Ciclo erano fortemente a rischio. A questo va aggiunta una disorganizzazione cronica dal punto di vista del traffico (ma la Fiera non era stata spostata a Rho per togliersi dal caos di Milano?) e dei collegamenti. Le navette che facevano spola con i parcheggi e la stazione ferroviaria di Rho non erano facili da trovare. Le informazioni all’ingresso non c’erano (o almeno le hanno viste in pochi) e l’unica fonte di informazione era il passaparola e qualche autista di autobus volenteroso ma non sempre ben informato.I parcheggi fiera poi sono altri 18 euro di tassa da pagare. Ma non era stata spostata la fiera a Rho per sfuggire dal caos di Milano?
E due.
Poi ci si è messa anche la sfortuna. Lo sciopero dei mezzi pubblici di venerdì ha fatto prendere l’auto anche a chi sarebbe venuto in altro modo e il disastro si è completato in poco tempo riuscendo a meritare anche le prime pagine dei quotidiani nazionali.
Il confronto con Eurobike è impietoso dicevamo. Premesso che Friedrichshafen non è il massimo a logistica va detto che lì i parcheggi non si pagano. Se si va in camper si ha la possibilità di sfruttare i servizi gratuitamente. Servizi che periodicamente venivano puliti a fondo nonostante gli ettolitri di birra che scorrevano dappertutto. All’Eicma l’odore dei bagni era insopportabile anche dopo che erano passati a pulire. Credetemi!
A Friedrichshafen la viabilità è quella che è e allora si sono organizzati con un esercito di vigili che rendeva a senso unico in entrata le strade di accesso alla mattina per poi invertire il senso unico per favorire l’uscita dei visitatori (e chi voleva andare controcorrente trovava comunque la strada e le indicazioni per passare).
Dal punto di vista della partecipazione, poi, la vittoria è schiacciante. Eurobike è diventata la fiera del Ciclo europea principale. Milano è una cenerentola nazionale che interessa sempre meno anche gli italiani. La disorganizzazione dell’Eicma è totale anche verso gli espositori. Si poteva acquistare un parcheggio permanente per gli autoveicoli nei mesi precedenti la fiera. Bonifico bancario, fax, e poi si poteva ritirare il pass agli uffici amministrativi. Solo che in molti, pagamento alla mano effettuato da tanto tempo, si sono sentiti dire a un certo punto che i parcheggi erano esauriti!
Nessuno si è preoccupato di contare ed avvisare. Fermo restando che chi espone ha esigenze logistiche che dovrebbero essere già comprese nel costo, salato, dello spazio espositivo.
E invece, niente, parcheggi esauriti. Che si fa? Chi ci è capitato in mezzo, giustamente, si è arrabbiato moltissimo. Qualcuno ha alzato
di più la voce e allora il parcheggio è uscito fuori spostando il problema a qualche altro disgraziato. Terzo mondo.
L’anno prossimo si tornerà a settembre per cercare di contrastare Eurobike in data più facile per combattere. Il rischio di un altro tonfo però è sempre più forte. A Friedrichshafen hanno lavorato bene in questi anni lanciando tante iniziative. L’Eicma è da troppo tempo che va al rimorchio della sua fama. E questa ormai sta esaurendosi inesorabilmente.
L’impressione, troppo spesso, è che si brancoli nel buio con poco interesse a migliorare. La fiera a novembre si sapeva che sarebbe stata per il pubblico. A parte la pista, il pubblico che interesse aveva nel venire all’Eicma?
Poi c’è Colonia. La vecchia Fiera tedesca sta preparando agguati per far male alla sorella Friedrichshafen e forse il colpo di grazia ai vecchi alleati dell’Eicma. Lì l’organizzazione non manca e logisticamente sono messi molto meglio di Friedrichshafen. La dimensione nazionale è marcata per ora, ma ci sono segnali da tenere d’occhio. Colonia può essere una potenza da non sottovalutare.

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4 Comments Aggiungi il tuo
1. egidio | 18 Novembre 2007 at 18:29
Ciao, Guido,inanzitutto auguri per il nuovo arrivato(chissà come saranno felici i nonni).Le fiere purtroppo stanno attraversando un brutto periodo un po\’ in tutti i settori.Perche\’ l\’EICMA a settembre non la spostiamo alla fiera di Rimini? Saluti e ancora auguri.Egidio
2. Davide | 18 Novembre 2007 at 18:38
Quoto tutto per quanto riguarda il salone di Milano. Non sono stato ad altri saloni percui non conosco altre realtà. 18 euro spesi molto male. Io sono venuto in moto ed ho risparmiato il parcheggio, anch\’esso molto caro, ma soprattutto la cosa per entrare ed uscire. I miei amici provenienti dalla Liguria sono entrati alle 21 in autostrada e siamo uscito alle 18.30. All\’interno del salone poi estrema desolazione a tal punto che, quando ci siamo fermati per mangiare un panino verso l\’ora di pranzo, non abbiamo potuto notare la totale assenza di musica, luci e il \
3. Francesco | 20 Novembre 2007 at 15:01
La fiera di Milano deve abbandonare il suo ruolo di fiera operatori e trasformarsi in fiera consumatori. Nel 2007 pensare che la fiera sia ancora un momento di presentazione e di business è a dir poco anacronistico. Già quando si arriva a Eurobike i prodotti sono noti, figuriamoci a settembre. La svolta non deve essere però opera esclusiva dell’Ancma. Gli espositori in prima persona dovrebbero promuovere attività interattive diverse dalla solita piatta vetrina di prodotti. Attività rivolte all’acquirente, che poi è il loro vero cliente. Se questo non averrà, mi chiedo davvero chi sarà disposto tra gli operatori e i visitatori a buttare dei soldi inutilmente
4. umberto adami | 23 Novembre 2007 at 11:50
ciao guido,
per lavoro passo gran parte del mio tempo presso fiere tedesche e italiane (settore automotive). Per hobby ogni 2 anni vado a friedrichshafen. In generale il paragone tra fiere tedesche ed italiane non regge piú da anni. Sulla questione logistica ci sono nettamente superiori, i prezzi tutto sommato sono piú bassi e c’é anche piú pulizia. C’é poi da dire che doping a parte, il ciclismo su strada in Germania sta vivendo anni d’oro. L’effetto Ullrich ha portato nel settore voglia di investire e si sa quanto tiri il mercato tedesco. Oggi i grandi produttori americani, ma anche le piú piccole case italiane, se devono scegliere, vengono a Friedrichshafen. Se poi decideranno di rilanciare Colonia, sia per la posizione centralissima, sia per una serie infinita die voli low cost, non ci sará piú storia.
ciao
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