Torino 2006, gli impianti non sono andati sprecati
29 Giugno 2008
C’entra poco con il ciclismo, questa notizia, ma fa piacere segnalarla visto che rappresenta, ci auguriamo, un’inversione di tendenza. Quando in Italia si fa una grande manifestazione sportiva, per intenderci, c’è sempre il rischio che si sprechino tantissimi soldi in strutture che poi vengono abbandonate. E visto che i soldi pubblici sono quelli che escono direttamente dalle nostre tasche (o che non ci entrano per niente), fa piacere sapere che vengano spesi bene.
È quanto è successo a Torino con le strutture dell’Olimpiade invernale del 2006.
“Cosa ha saputo fare Torino? Che fine hanno fatto le strutture olimpiche?
L’intero impianto si è trasformato in una serie di 12 strutture flessibili e innovative. Palcosecnico perfetto per spettacoli, concerti, eventi, convention, le strutture sono aperte agli atleti ed al pubblico. Non solo allenamenti, ma tanto divertimento. Taxibob, snowtubing, patinoire…, in inverno ed in estate, per rivivere ogni giorno le emozioni olimpiche.
Una Fondazione (Torino Olympic Park - TOP) ha tenuto aperti gli impianti ospitando, già da marzo 2006, manifestazioni sportive, eventi di leisure e aziendali, attività aperte al pubblico.”
Insomma, le cose sembrano essere andate per il meglio.
A questo punto non resta che sfruttarle.
Da questo link si può scaricare la brochure di Torino Olympic Park
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