Giro d’Italia 2009, ecco tutte le bici da cronometro

11 giugno 2009

20090531_6477.JPGLe gare a cronometro sono le corse dove maggiormente si può sperimentare la tecnologia. In questa disciplina i regolamenti sono più permissivi e allora ricerca, ma anche fantasia, si scatenano realizzando delle bici avveniristiche e formidabili che fanno da banco di prova anche per i modelli, più semplici, destinati alle prove in linea.

Tuttavia al Giro d’Italia 2009 si sono viste cronometro molto differenti. La prima, la cronosquadre di Venezia, è stata la gara contro il tempo più “pura”: percorso pianeggiante ed alta velocità.
La prova delle Cinque Terre, con i lunghi tratti in salita, ha fatto sì che i corridori scegliessero tutti bici da corsa normali (ad eccezione di Sastre, che però ne ha pagato le conseguenze).

A Roma il circuito pianeggiante era comunque pieno di insidie: dalle curve numerose al fondo stradale non proprio perfetto e con diversi tratti in pavé. Non a caso Di Luca, che cronoman non è, ha giocato il tutto per tutto contro Menchov (prima dell’ultima tappa i due erano separati solo da 20″) adottando una bicicletta normale e solo con le prolunghe aerodinamiche. La scelta del corridore abruzzese è stata dettata dal cercare di guadagnare vantaggio proprio sulle curve, insidiose per una bici da crono meno maneggevole.

20090531_6482Il fondo stradale romano, poi, ha convinto molti corridori a tralasciare le ruote a disco verso più confortevoli ruote e medio e alto profilo in grado di assorbire meglio le vibrazioni. L’immagine qui a sinistra è esplicativa dei colpi subitI dalle biciclette (nella foto il particolare è di Levi Leipheimer). La catena allentata per le vibrazioni la dice lunga sulla scarsa aderenza che potevano avere certi tipi di ruote sulle strade della capitale.

Va detto, anche, che a differenza di quanto si crede normalmente, gonfiare le gomme oltre il limite non è un vantaggio in questi casi. Può mettere al riparo da forature dovute a pizzicature, ma si rischia di compromettere l’aderenza poiché la struttura della gomma, lavorando al di fuori dei limiti per cui è stata progettata, perde delle caratteristiche di elasticità per cui è stata pensata compromettendo la tenuta di strada. Diversi corridori si sono trovati in difficoltà proprio per questo.

Qui sotto, invece, trovate le foto delle bici da cronometro del Giro. Se cliccate sulle immagini potrete vederle ingrandite e leggerne le descrizioni tecniche e le curiosità che si annidano dietro a tanta tecnologia.

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3 Comments

  • 1. roberto ginesi  |  11 giugno 2009 at 12:13

    Gran bel servizio, ma credo ci sia un piccolo errore, nella foto N. 47 si parla di innesto posteriore sul forcellino di una specialized, ma dalla foto si evince che si tratta invece di una Cervelo, in quanto il sistema vroomen.white. Design, è di Cervelo e non di Specy.

  • 2. GuidoRubino  |  11 giugno 2009 at 12:32

    Hai ragione Roberto,
    ho provveduto a correggere.
    Grazie per la precisazione!

  • 3. teo  |  24 luglio 2009 at 01:41

    Segnalo altro errore: nella foto denominata scott62 c’è scritto che è un telaio scott plasma. In realtà si tratta del prototipo Giant da crono che la Highroad usava lo scorso anno e che ha usato anche quest’anno senza le scritte Giant ovviamente vista la nuova sponsorizzazione con l’americana Scott.