Bartali, il film

Ciao a tutti; sono Giorgio da Ancona. Ho letto sul mensile “Ciclismo” di gennaio che tra poco verrà trasmessa sulla Rai la “fiction” (una volta si chiamavano sceneggiati) sulla vita di Bartali. La cosa mi incuriosisce perché, purtroppo data la mia età (66), parte di quei periodi li ho seguiti in diretta. Non vorrei però che fosse una delusione come quella di dieci anni fà sulla vita di un altro grande del ciclismo: Fausto Coppi. Parlo di delusione perché l’interprete di allora non aveva nessuno stile sulla bici, mentre, come tutti sanno, Coppi sembrava nato per stare in sella. Già la foto in copertina è lontana dalla realtà: l’attore fisicamente non assomiglia neanche lontanamente al grande Gino, la ruota anteriore è montata con il bloccaggio a sinistra ed il paesaggio forse non è reale perché trattandosi di una scena del tour a luglio non credo che ci sia la neve. Non giudicaremi troppo criticone, è perché amo troppo il ciclismo e vorrei che qualsiasi!
cosa che riguarda questo sport fosse perfetta! Comunque sicuramente non mi perderò un attimo e sarò in prima fila. Se lo ritenete interessante, fatemi sapere cosa ne pensate. Ciao
Giorgio

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6 commenti

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    • GuidoRubino il 4 Febbraio 2006 alle 15:47
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    Non dev’essere stato facile, ma penso che non sarebbe stato neppure possibile trovare un attore davvero somigliante a Bartali e con il suo stile in bicicletta.
    L’alternativa sarebbe stata non girare il film.
    PierFrancesco Favino Però è vero, Pier Francesco Favino a Bartali non assomiglia per niente. Dalle prime immagini che ho visto delle riprese direi che ha anche troppi capelli rispetto al Gino nazionale. Assomigliava di più Sergio Castellitto (ottimo attore) a Fausto Coppi, seppure con l’improbabilità di quel film.
    C’è da dire che la signora Adriana, la moglie di Bartali, la somiglianza ce l’ha trovata.
    Però ho fiducia verso Luigi Bielli, ex corridore professionista e consulente tecnico per il film di Alberto Negrin.
    Le bici dovrebbero essere “praticamente identiche” alle originali dell’epoca. Da quanto ho potuto leggere anche le strade dovrebbero essere credibili, tanto che la troupe si è trasferita addirittura in Romania alla ricerca di salite con strade sterrate simili a quelle del Giro e del Tour dei tempi di Bartali. Per lo meno non vedremo strade asfaltate con tanto di strisce segnaletiche che, a quanto so, negli anni ’50 non avrebbero dovuto esserci.
    Poi c’è poco da fare, mettere in bici uno che non ci è mai andato secondo me è più difficile che insegnare a recitare ad un ciclista. Non so quanta esperienza abbia avuto Pier Francesco Favino sui pedali prima di girare questo film, ma da quanto racconta Luigi Bielli nell’intervista rilasciata a Bicisport di febbraio direi che forse c’è da preoccuparsi un po’. Ma non fasciamoci la testa prima di romperla.
    Piuttosto sono curioso di vedere se il film sia dedicato di più alle vicende di Bartali campione o a quelle di Bartali personaggio. Nel film di Coppi il ciclismo, in fondo, faceva da sfondo alla vita dell’uomo e non mi è piaciuto anche per questo. Pur stimando un attore come Castellitto direi che quel film non dovrebbe comparire nel suo curriculum.

  1. E’ solo da sperare che l’attore che impersona il grande Gino, sia uno che almeno in gioventu’ abbia gareggiato in qualche gara di esordienti,altrimenti sara’ come il grande Toto’ al giro d’Italia.Saluti a tutti E.Peruch Fontanafredda Pn

    • silvia il 13 Marzo 2006 alle 11:43
    • Rispondi

    Ho letto che Favino si é allenato duramente per poter interpretare al meglio Bartali. E l’ha fatto pedalando su una bicicletta dell’epoca. So anche che non hano voluto “mascherarlo” troppo per non rendere tutto troppo falso. Inoltre ho sentito una sua interpretazione di Bartali e devo dire che sembra proprio lui, non penso ci siano molti attori in grado di farlo…e se aveste visto la sua interpretazione in Romanzo Criminale stareste tutti tranquilli. Poi, si sa, i film TV hanno i loro limiti.

    Silvia

    • GuidoRubino il 13 Marzo 2006 alle 14:35
    • Rispondi

    Il ciclismo di quei tempi ha da raccontare storie umane e storie sportive. Resta da vedere su cosa il regista abbia voluto mettere l’accento. Dando per scontato che il pubblico lo si attira con la storia umana (e quella di Bartali si intreccia direttamente con la storia del nostro Paese), ho un po’ paura di vedere troppo trascurata la storia sportiva che pure ne ha da raccontare. Il ciclismo eroico (non a caso veniva chiamato così quello di quei tempi) ha storie affascinanti da raccontare e su Coppi ci si perse un po’ troppo dietro ai suoi fatti personali.
    Quello che dice Silvia, comunque, torna tutto a fovore di Favino. Il miglior modo per interpretare la fatica è conoscerla. E non è detto che i film in tv debbano avere dei limiti.
    Guido

    • luigi bielli il 18 Marzo 2006 alle 18:57
    • Rispondi

    Sono billo per chi non mi conosce: luigi bielli ho avuto il piacere di allenare gli attori del film, ho già visto due volte l’anteprima e …. mi fa venire ancora la pelle d’oca

    Abbiate fede vedrete, che la figura del grande bartali sarà messa in risalto dallla bravura del grande favino.

    Voglio ricordare che già nel 2003 ho allenato picchio e simone per almeno 5000 km e devo dire che gli ultimi giorni di allenamento avevamo su 100 km la media di 40 in pianura e di 32 con colline,
    poi il progetto per varie vicende è slittato

    Da gennao 2005 siamo ripartiti e devo dire che favino è un grande perchè oltre ad allenarsi con me da gennaio ad inizio riprese meta’ aprile, scene di interni, a fine riprese ore 18.00 18.30 prendevamo la bici per altre due ore e picchio seppur stanco, con la pioggia e il buio continuava per la sua strada, rendere gino bartali reale sulla bici , e cosi’ per altri giorni finchè le riprese sulle montagne della romania messe a fine riprese. picchio e gli altri attori sono stati superlaTIVI, PER ESEMPIO , cristian ginepro nel film Bini, doveva fare una volata in gare dilettanti dove gino………….. insomma cristian ha fatto una volata che in cento metri
    ce ne ha dati 50 e poi…. vi lascio vedere il film e accetto critiche . Grazie gino, grazie Picchio sei un superpicchio e favino … favino altri 5000 km di allenamento … E INTRAMONTABILE FILM . grazie bielli luigi

  2. Bartali, purtroppo,data la mia giovane età, di lui conosco solamente ciò che ho potuto imparare leggendo, documentandomi e chiaccherando amabilmente col mio nonno e con tutte le persone che tutt’ora corrono nel suo gruppo sportivo.
    Grande persona in bici, ma dicono fosse un pò scontroso.Mi documento e per questo all inizio del mio quinto anno scolastico (superiore) decido che la mia “tesina” sarà appunto “ciclismo:legame sociale nella società italiana del secondo dopoguerra”…..scelgo, fra i tanti, un libro di Leo Turrini intitolato “Bartali, l’uomo che salvò l’Italia pedalando”…..Non avrei mai pensato di scoprire un uomo dolce e sinceramente attaccato ai valori della vita come Bartali, un viso reso duro dai tratti della sua età, e dalle conseguenze della seconda Guerra Mondiale, che lasciò desolazione e macerie, un viso scavato anche dalla piena dell’Arno, che risparmiò solamente la sua amata bicicletta, un viso reso anche dolce, ai miei occhi, da tutti i viaggi percorsi in bici come portatore di passaporti agli ebrei che avevano bisogno di scappare dalla morsa del nazifascismo….Un uomo che sicuramente giocherà un ruolo d’ordine nella mia tesina, quell’uomo che ha veramente salvato l’Italia pedalando…Viola

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