Cultura, guardoni e scandali

In Italia la televisione la fa l’auditel. Quando un conduttore è intervistato per commentare il suo programma dice, prima di tutto: “abbiamo avuto tanti telespettatori, lo share è stato questo, l’Auditel ci ha premiati…” poi forse dice pure: “è un bel programma, i contenuti e bla bla bla”.

D’altra parte Auditel=valore pubblicitario della trasmissione. Pubblicità= soldi e la tv commerciale non può non andare appresso al denaro.

A questo punto, però, non parliamo più di televisione educativa. La televisione educativa è quella che offre contenuti in grado di migliorare la cultura. Creare spunti di riflessione. E, badate, non deve essere mica noiosa.

Invece, andando appresso all’auditel, si seguono gli istinti, anche quelli più bassi, della popolazione. La televisione (sia pubblica che privata) è diventata uno spunto per guardoni e curiosità morbose. E più bassi istinti si soddisfano e più l’Auditel cresce. Più l’Auditel premia più si continuano a fare programmi di quel tipo.

Un cafone come Sgarbi è stato una vera manna per questo tipo di televisione. Se c’è la litigata in diretta va benissimo, altro che spegnere le telecamere. Scaviamo pure nei sentimenti di chi gli è appena morto un figlio. Chiediamogli come si sente. Ma come si deve sentire?

Ovvio che così facendo chi vuole vedere tv di qualità va inevitabilmente su quella a pagamento.

E allora il cerchio si chiude. Ma per favore non facciamo finta di scandalizzarci.

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1 commento

    • alberto il 24 Dicembre 2007 alle 12:55
    • Rispondi

    e no Guido…io non mi scandalizzo, ma posso dire che tutto ciò mi fa schifo?!!!!
    perdona il linguaggio

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