Ma che Giro d’Italia è questo? (2006)

Da Salvatore
Egregio Guido, “IL GIRO …… D’ITALIA” Che tristezza e delusione dopo un primo sguardo alla cartina dell’Italia dopo aver visto le tappe del giro 2006. Gli organizzatori, quelli della GAZZETTA …. povero Avvocato Castellano ….. si sono sbizzarriti a studiare tappe epiche,(vedi Trentino, Friuli e Aosta) fantasiose, (vedi la cronoscalata al Ghisallo), commemorative, (vedi Marcinelle), presidenziali (vedi Livorno), musicali (vedi Busseto) Leopardiane (vedi Marche), PANTANIANE (vedi Cesena-Saltara, COPPIANE (Sestri Levante, Alessandria etc) e tutto un fritto misto ….. si sono scordati del SUD, ops. dimentico Termoli-Peschici, faccio ammenda. Scusami ma secondo te che giro d’Italia è?

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1 commento

    • GuidoRubino il 17 Novembre 2005 alle 00:00
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    Una risposta, praticamente certa, l’abbiamo: ci sarà spettacolo. Il Giro del 2006 promette bene, tante salite così non le ricordiamo da parecchio tempo. Non saranno tutte decisive, ma ognuna farà la sua parte e alla fine il vincitore sarà un corridore davvero forte.

    Giro amaro, invece, per i velocisti. Petacchi, sul palco del Mazda Palace, era tra gli ospiti d’onore. E’ stato accolto con un applauso come gli altri suoi colleghi, poi ha visto il percorso, ha contato non più di cinque tappe per velocisti, e ha iniziato a prendere in seria considerazione l’ipotesi di restarsene a casa a maggio per puntare con decisione al Tour. L’ha detto subito, evidentemente è una decisione che sente forte dentro di sé. Buffo solo che sia uscita da un ospite d’onore lì per onorare la manifestazione appena presentata…

    Un Giro per scalatori, insomma e un Giro molto nordico. Sì, perché a parte una puntata veloce fino al Gargano, il percorso ignora quasi completamente il Centro-Sud, isole comprese. Va bene internazionalizzarlo, saranno sicuramente interessanti le tappe in Belgio, ma quattro sono troppe. Per quasi una settimana dall’inizio della Corsa Rosa non si vedrà una bici del Giro sulle strade del nostro Paese: decisamente troppo per una gara che si chiama “Giro d’Italia”.

    Inoltre, si parla tanto di rilanciare il ciclismo al Sud ma questo è il modo migliore perché questo sport venga ignorato sempre di più. D’altra parte quanti corridori raccontano di essere saliti in bici dopo aver subito il fascino del mondo roboante di una gara professionistica?

    In Francia il Tour non trascura in maniera così decisa una regione. È vero che la geografia aiuta i cugini d’Oltralpe, però anche al Sud ci sono strade che prometterebbero qualsiasi tipo di percorso, anche durissimo.

    Inoltre il Giro è un’occasione per rilanciare il ciclismo anche presso appassionati di altri sport che solitamente non lo seguono. Non credo che questi saranno interessati al Giro finché questo non tornerà nei patri confini.

    Bella invece la cronosquadre. Sì, lo so, in Francia è criticata per tanti motivi, ma invece ritengo che sia uno spettacolo e comunque una specialità del ciclismo che non dovrebbe mancare in una gara come il Giro. Poi il percorso non è troppo lungo né impegnativo (mi pare) per cui non dovrebbe fare danni eccessivi a chi non ha una squadra molto in forma. Ma il ciclismo, poi, è anche sport di squadra, no?

    Insomma, una bella scommessa. Tecnicamente si propone sulla stessa linea del Giro dello scorso anno e c’è da scommettere sull’interesse tecnico che susciterà. Ci sarà ben poco tempo per annoiarsi e questo è un bene.

    Meno d’accordo saranno i corridori chiamati ad uno sforzo decisamente elevato.

    Guai a pensare di utilizzare la prima settimana per rifinire la condizione come si tende a fare quando si punta alla classifica finale. C’è il rischio di finire fuori classifica (e non rientrare più) prima che inizino le tappe più importanti.

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