Quel sito abbandonato di Expo2015 che ora porta in Toscana

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In questi giorni se ne leggono di tutti i colori sull’Expo 2015. Notizie poco rassicuranti a dire il vero, compresi sopralluoghi fatti nei vari siti (in particolare al Padiglione Italia) a poche ore dall’inizio (o almeno spacciati per tali).

Il primo logo di Expo

Il primo logo di Expo

Per curiosità sono andato a cercare il progetto iniziale e i costi, tanto per confrontarli con costi e risultati finale. Ma di questo dirò poi, sto continuando a cercare.

Intanto mi sono imbattuto in questa pagina: http://leg16.camera.it/522?tema=51&Expo+2015

È il sito della Camera dei Deputati e in quella pagina si parla dell’Expo e dell’assegnazione a Milano (tant’è che è riferito alla XVI legislatura – tra Berlusconi e Monti). Il documento è vecchio e lasciato così com’è. La curiosità è che c’è ancora il link al vecchio sito dell’Expo, quello che inizialmente era stato pensato come www.milanoexpo-2015.com.

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Ecco, se volete vedere com’era andate qui: http://web.archive.org/web/20080815213122/http://www.milanoexpo-2015.com/ dove c’è la memoria storica di internet e di ciò che è stato all’inizio quel sito. Troverete notizie datate, ormai, come leggere un giornale di anni fa. In particolare quella è la fotografia del sito al 15 agosto 2008 e, in basso, è presente un link al sito di Expo di allora. Sì, era diverso dal dominio attuale Expo2015.org.

Il sito che non c’è più

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Per un certo periodo il vecchio sito reindirizzava sul nuovo (sempre seocndo web.archive.org)

La curiosità è vedere quel sito oggi: www.milanoexpo-2015.com, cliccateci pure e no, non avete sbagliato. Si apre proprio una proposta, in inglese, di affitto di ville in Toscana. Che c’entra? Nulla ovviamente, è un sito che riporta ad altre attività di chi, furbamente, si è accaparrato il dominio abbandonato dall’expo per quello ormai ufficiale www.expo2015.org.
Tutto regolare insomma, compresa la furberia di chi ha acquistato un dominio ormai abbandonato per sfruttarlo verso i propri interessi. Curioso, ma niente di male.
Certo è ancora più curioso che l’organizzazione dell’Expo abbia abbandonato un dominio lasciandolo libero. Sarebbero bastati pochi euro l’anno per lasciarlo reindirizzato sul nuovo dominio, come è stato fatto per un po’ (e come testimonia sempre l’archivio www.archive.org).
Proseguo a curiosare. Intanto, in chi ha letto fino a qui, avrò messo più di una pulce nell’orecchio. Se vi va di condividere eventuali altre scoperte, commentate pure.

 

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