Taipei 2018

Dalla metropolitana pulitissima, quasi asettica, al mercatino notturno, Taipei vive mille vite diverse interpretate dai suoi 2,5milioni di abitanti e più. Mi ci sono infilato in mezzo, negli spazi lasciati liberi dalla fiera delle biciclette e mi sembrava quasi di disturbare un equilibrio di pensieri.
Di Taipei ho visto disordine e precisione assoluta. Mi sono sentito fuori luogo e a mio agio e affascinato da un posto tanto diverso e a volte disperante quando cerchi di distinguere qualcosa in quei caratteri così incomprensibili, ma anche con quella forma di rispetto che parte da un inchino e prosegue con un biglietto da visita dato sempre a due mani.

Il mercato notturno è un insieme di odori, alcuni sono profumi, altri sono più forti e ho fatto fatica a classificarli, forse è solo questione di abitudine. Altri erano sgradevoli. Un insieme di sapori e di colori sovrapposti, netti, mai sfumati. Come un manga.

Ma se qualcosa sembra troppo disordinato bisogna fermarsi a osservare che magari gli si trova un senso. Perché Taipei risale e nelle sue vie larghe il traffico si intasa ma non si calpesta, almeno non troppo. A volte si sovrappone. E dove non c’era spazio sufficiente per fare le strade più larghe si sono fatte strade a più piani. In molti posti non ci andresti in bicicletta, in altri c’è la corsia preferenziale per gli scooter.

Taipei risale fino ai 509 metri del 101, il quarto grattacielo più alto del mondo da dove le automobili diventano lucciole frettolose e le persone spariscono. Una meraviglia di ingegneria con un peso di 660tonnellate sospeso nella sommità per contrastare le oscillazioni innescate dal vento. Templi e case di periferia in pieno centro (ammesso che abbia capito quale sia il centro per davvero). Sfilate infinite di scooter e di insegne che di notte diventano luminose.

Taipei è un film, da Blade Runner a 2001 odissea nello spazio. Passando per Hello Kitty (me lo sono trovato pure sull’areo di Eva Air, compagnia nazionale e spettacolare). È la voce silenziosa e ritmata della signorina che chiama i passeggeri al loro imbarco, in cinese e con la musica, che inizi a sperare che non finisca.

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