Toh, il tennis (Berrettini e gli altri)

Matteo Berrettini

Seguivo un po’ il tennis da ragazzino, affascinato dai capricci di Connors e McEnroe, conquistato da Becker, Lendl, Chang. Ho intravisto Agassi quando era ancora capellone…

Uno sport che poi è andato sulle tv a pagamento e non mi è mai importato di spenderci soldi. Quindi è finito nell’oblio. Per me, come per altri milioni di italiani che ieri lo hanno riscoperto leggendo di Berrettini e poi godendoselo in una finale finalmente in chiaro (che attirerà tanti abbonamenti, mica era un regalo!).

Spero che il ciclismo non vada mai in questa direzione, pure apprezzando molto il lavoro di Eurosport e con una Rai che può solo migliorare.
Ma sarebbe un disastro per la popolarità, non dimentichiamolo mai. Quello che molti invocano come evoluzione, sarebbe esattamente il contrario: un sport cresce per quanto più è popolare e conosciuto. E ne avremo ancora una prova alle Olimpiadi, dove ci troveremo a seguire sport affascinanti che poi si dimenticheranno al di fuori dell’evento.

PS
doppio bravo a Berrettini. Ha anche insegnato agli inglesi come si perde: onorando chi vince. Che poi è il miglior modo per diventare vittoriosi. Ma in certe occasioni, hanno dimostrato davvero di essere ancora sugli alberi (fischiando l’inno e un giocatore uscito infortunato, togliendosi la medaglia del secondo posto dal collo…)

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