Un Tour col freno a mano tirato

A guardare il Tour di quest’anno da fuori, senza sapere di tattiche e pretattiche dovremmo parlare di un Tour de France entusiasmante. Una corsa che ha regalato al mondo del ciclismo un campione di quelli importanti. Di quelli che non ne nascono spesso. Cosa dire di più di Contador. Un corridore che vince in salita con forza disarmante per gli avversari. I suoi allunghi in salita non hanno avuto bisogno di tattica, è andato via di forza, lasciando gli avversari a lottare per il secondo posto. E Contador è uno di 26 anni, sta vincendo il suo secondo Tour de France, ha già vinto un Giro d’Italia. E chissà cos’altro potrà fare in carriera.

Poco entusiasmo invece. Perché?

Tanto per cominciare i corridori non hanno corso il Tour come si corre il Tour de France. E no. È storia del ciclismo che al Tour ci provano tutti. La chiamano l’università del ciclismo ed è bello vedere quanti pretendenti ci siano agli esami.

I tentativi da lontano ci sono stati, e tante fughe sono pure arrivate. Ma lo spettacolo non c’è stato. Lo spettacolo c’è quando da lontano attaccano i corridori che vogliono vincere la maglia gialla. E quest’anno non se n’è visto uno che ci provasse dai primi chilometri.

Il tatticismo è stato esasperato. È vero pure che c’è stata un’eliminazione “da dietro”. Ossia diversi pretendenti sulla carta si sono rivelati assolutamente incapaci di farsi valere. Tra questi Sastre (che ha vinto l’anno scorso), Menchov (che ha vinto il Giro), Evans (che non ha vinto niente, ma ha dei piazzamenti da fare invidia).

Chi è rimasto ad impensierire Contador?

Andy Schleck, solo lui. E una volta appurato che in salita Contador non lo staccava nemmeno bucargli le gomme la partita era chiusa. A cronometro manco a parlarne.

Tanto che lo stesso Contador non ha dovuto fare nessuna impresa per prendere la maglia gialla. Gli è bastato pedalare per qualche chilometro in salita un po’ più forte degli altri per portare a casa il bottino. A ben guardare si sarebbe potuto accontentare della cronometro di Annecy. Ha vinto pure quella dando 3 secondi di distacco a Cancellara. E allo svizzero è andata pure bene visto il vento che si è alzato nel finale contrario a Contador.

Ci sono stati dei momenti, anzi delle ore, in cui Cassani e Bulbarelli, i due telecronisti Rai, non sapevano davvero di cosa parlare. La corsa andava via noiosa e l’unica suspance era riservata a se e quando si sarebbe ripresa la fuga. Insomma. Davvero poco per una corsa che vuole essere la prima del mondo.

Tutto sommato è meglio il Giro. Anche come percorsi (e quelli del Giro di quest’anno erano anche piuttosto criticabili).

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