Spiega a un ragazzo che cos’è il giornalismo.
Ci ho provato, confido di aver dato una spolverata di idee, all’Istituto Ferrini Franzosini di Verbania, posto dove, a fine maggio, arriva il Giro d’Italia e un’amministrazione lungimirante ha pensato di coinvolgere gli studenti a fare prove di giornalismo al Giro.
Un po’ più di un gioco per loro visto che quelli interessanti alla “mia” lezione (supportato da un collega giornalista di lungo corso come Luigi Ciccarone) studiano anche “Management dello Sport”.
Spunti per prendersi sul serio, insomma.

E come parli di giornalismo a ragazzi che le notizie le scorrono veloci sui social facendo spesso confusione con le fonti? Ecco, prima di tutto va fatto ordine. Per cui le due ore che avevamo previsto sono diventate tre e spero di aver lasciato in giro qualche seme a germogliare, prima o poi. Il fatto è che prima di insegnare a scrivere, bisogna insegnare a leggere. Troppe fonti non è detto che sia una fortuna, bisogna raccapezzarcisi.
Il ciclismo, arriverà piano piano.
Sono fiducioso, a prescindere dalla dimensione del passo.
Verbania, poi, è un posto tutto da scoprire se non lo conoscete. In bicicletta ci vogliono buone gambe ma il libro fotografico donatomi da sindaco fa venire voglia di prendere il traghetto e andare dall’altra parte del lago che io vedo dalla cosiddetta “sponda magra”.
La cosa che ci si arriva meglio con treno e traghetto, quindi rallentando sempre più, aiuta a regolare la velocità giusta. Allineandosi a un ritmo più naturale.
Rallentare è il primo passo verso un buon racconto.
Questa mi sono dimenticato di dirgliela.
Sarà per la prossima volta.







