Un corso di giornalismo sulla bike economy

Bikeconomy (scrivetelo attaccato o staccato, non importa) è una delle parole più utilizzate di questi ultimi tempi. Comprende tutto ciò che, in qualche modo, muove soldi a causa della bicicletta. Detto così è molto generico, mi rendo conto, ma se tracciamo una riga facendo una somma algebrica il risultato, sorpresa, è sempre positivo.

Già, andare in bicicletta, in definitiva, non è solo divertente, è utile e conveniente economicamente. Bikeconomy è muoversi in bicicletta risparmiando, migliorando la propria condizione fisica e, allargando la visione, vantaggioso per la comunità.

Aspetti di bike economy

C’è la bike economy mossa dagli eventi sportivi – il Giro d’Italia porta sul territorio oltre due miliardi di euro, in tempi e ritmi diversi ma il conto, anche al netto di qualche ottimismo, è davvero formidabile – e quella della mobilità quotidiana che diventa cultura.

Ecco perché fare un corso, dedicato ai giornalisti voluto dall’Ordine Regionale della Toscana, in occasione di Terre di Pisa Bike Days l’ho ritenuta una bella sfida. In mezz’ora ho condensato un bel po’ di informazioni raccolte nei patri confini e anche fuori. La visione locale va sempre confrontata con quella globale. Tanto più che il recente viaggio a Taiwan mi ha dato modo di osservare come vanno le cose oltre la visione eurocentrica e le tendenze che ci troveremo qui nel giro di qualche mese.

Sapere di cosa si parla

È importante che chi scrive articoli sappia di cosa si parla, approfondendo e non restando in superficie. Un giornalista rischia di affogare restando in superficie non andando in profondità.Il rischio è confinare, sminuire la bicicletta in qualcosa che non è, o almeno non solo. Generando fraintendimenti ed errori grossolani. La bici può essere molto di più e vista la situazione delle nostre città si tratta di un percorso irrinunciabile. All’estero mica sono matti a prenderla sul serio.

Chi comunica deve essere cosciente della portata della bike economy. Il mio compito, voluto in questo contesto da Silvia Livoni, direttrice d’orchestra con le idee chiare degli eventi aTerre di Pisa Bike Days è stato proprio questo. Anche l’attenzione sulle parole da usare (intervento diAlfredo di Giovampaolo) è fondamentale, così come l’opportunità nell’utilizzo di un’intelligenza artificiale da cui troppi si fanno travolgere e spaventare (intervento di Ornella d’Alessio) e che non sanno bene come dominare e gestire. A volte anche spiegare.
Un po’ di incoraggiamento dall’intervento di Federica Cudini (Bosch) che ha parlato dei segnali, ma anche delle opportunità che le cargo bike stanno portando in una mobilità che cresce a fatica.
L’evento si è tenuto il 18 aprile 2026.

Permalink link a questo articolo: https://www.guidorubino.com/un-corso-di-giornalismo-sulla-bike-economy/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.